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TORRE DE' PICENARDI

Mostra fotografica "Il risveglio di voci antiche": le lotte infinite del popolo mapuche

Le violazioni dei diritti umani sono all'ordine del giorno e il mondo si gira dall'altra parte

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17 Settembre 2021 - 13:44

Kuifi aukiñ ñi trepetun - Il risveglio di voci antiche

Una delle foto di Pablo Ernesto Piovano

La Società Operaia di Mutuo Soccorso di Torre de' Picenardi vi invita presso la propria sede sociale a visitare la mostra fotografica dal titolo
"KUIFI AUKIÑ ÑI TREPETUN - Il risveglio di voci antiche"
di Pablo Ernesto Piovano.

La monarchia spagnola si è trovata di fronte a un’insidia inaspettata durante il compimento del suo piano di colonizzazione in America: il popolo mapuche. Tale era la capacità guerriera dei mapuche, che la monarchia spagnola alla fine scelse di firmare accordi e riconoscere loro diversi territori.

Alcuni decenni dopo la creazione degli stati del Cile e dell’Argentina, tra il 1860 e il 1885, furono scatenate una serie di campagne militari, considerate dal popolo mapuche come una seconda invasione e denominate erroneamente "Pacificazione dell'Araucania" e "Conquista del deserto". Pur diverse l’una dall’altra, hanno entrambe rappresentato il più sanguinoso genocidio etnico mai avvenuto nella regione.
La storia ufficiale dell’Argentina e del Cile ha cercato per anni di nascondere ciò che, in parte, si è ripetuto durante le ultime dittature militari. La lotta per riacquisire i territori sottratti negli anni Sessanta è stata schiacciata dalla violenza e dalla morte.

Nonostante ciò, negli ultimi vent'anni diverse comunità hanno continuato a lottare non solo per la loro terra, ma anche per preservare i propri costumi, la spiritualità, la lingua e la storia di un popolo, valori che sono andati perduti a causa delle prevaricazioni degli eserciti.
Molte delle comunità sostengono oggi accese lotte per la difesa della Ñuke Mapu (Pachamama), opponendosi a progetti estrattivi di diverso tipo: silvicoltura, estrazione mineraria, idroelettrica, compagnie petrolifere.
Investimenti di multinazionali e di imprese milionarie argentine hanno fornito il pretesto per una nuova crociata contro il popolo mapuche, attraverso omicidi e una persecuzione sistematica per mezzo della “giustizia”, delle forze statali e dei media.
Le carceri sono piene di prigionieri politici mapuche e di tanti altri clandestini che non vogliono cadere nella morsa di una giustizia in cui non credono: per questo le tensioni e le violenze sono quotidiane.

Le violazioni dei diritti umani sono all'ordine del giorno e ne sono vittime anche bambini mapuche.
Nel frattempo, il mondo si gira dall'altra parte.

Pablo Piovano è nato a Buenos Aires. È entrato nello staff del quotidiano Página/12 come fotografo quando aveva 18 anni. Nel 2005 e nel 2014 ha ricevuto borse di studio dalla Fundación García Márquez. Nel 2018 ha lasciato il suo impiego come fotografo di staff per diventare freelance. È stato insignito di diversi riconoscimenti tra cui il Premio Philip Jones Griffiths Foundation, il primo premio di The Manuel Rivera Ortiz Foundation; l'Internacional de la imagen (FINI) in Messico; l’Henri Nannen Prize e il Greenpeace award.
È stato anche selezionato dal World Press Photo come uno dei 6 talenti del Sud America nel 2018.

I suoi lavori sono stati pubblicati in riviste come Geo, Stern, National Geographic, L'Expresso, Internazionale, Liberation, de Volkskrant, Bloomberg ed esposto nei musei e nei festival più importanti d’Europa.

Pablo Piovano è l'autore del libro "Il costo umano degli agrotossici" pubblicato da Kehrer Verlag - Germania 2017.

La mostra è ad ingresso gratuito e sarà visitabile fino al 2 novembre dal venerdì alla domenica dalle 10 alle 19 e durante le aperture della sede per altre iniziative.

In collaborazione con Festival della Fotografia Etica di Lodi

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