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9 marzo

Lettere al Direttore (1)

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emanzini@laprovinciacr.it

11 Marzo 2017 - 04:05

IL CASO

Il prete che punta la pistola alla Camusso, altro che solo «un'immagine goliardica» 

Egregio direttore,
ne abbiamo viste tante ma un prete che punta una pistola (va beh... era una pistola giocattolo ci ha fatto sapere) verso un televisore mentre parla il segretario della Cgil Susanna Camusso mi sembra davvero troppo. Non solo. La fotografia, pubblicata sul profilo social dello stesso sacerdote di un piccolo paese della Calabria, è accompagnata dalla frase «Io questa me la farei. Fuori». L’avvocato del prete parla di una «immagine goliardica» e di un grande equivoco. Sarà. Dice anche che «è solo per via di una sfortunata casualità che in quel momento fosse trasmessa sullo schermo l'immagine della Camusso».
Mah, ho molti dubbi. Che senso avrebbe allora il post che accompagna la fotografia?
C. F.
(Cremona)

Il sacerdote in questione si è scusato. Ma il suo mi sembra un ‘peccato’ grave. Non può cavarsela così, anche per rispetto della veste che indossa. Mi auguro un intervento deciso da parte dei suoi superiori.

LA POLEMICA

Videocamere a Spino, quanta leggerezza sprecona

Signor direttore,
la sicurezza era il primo punto del programma di Progetto per Spino, e, tra le varie azioni da noi previste in quest’ambito, c’era l’aumento del numero di videocamere a monitorare il paese. Ma il nostro progetto - in parte elettorale, in parte già avviato nel 2015 quando eravamo al governo del paese - era concepito all’interno di un riordino viabilistico complessivo di Spino, accompagnato tra l’altro a una riduzione degli accessi.
Il progetto dell’Amministrazione è lodevole nel principio, ma raffazzonato (come sempre, purtroppo, accade alla Giunta Poli) nella progettualità.
Un primo punto debole riguarda la scelta dei punti da monitorare (piazza Casati, via Manzoni, via Fermi, via Vittoria, il Parco Rosselli). Spino d’Adda è fatto di quartieri, che vanno monitorati tutti, non solo il centro, non solo certi quartieri, ma tutti gli accessi al paese, perché la sicurezza è un bene di tutti.
In particolare vanno tutelati gli accessi al Villaggio Europa, al Villaggio Artigiani e il Villaggio Adda, su cui eravamo già intervenuti noi con una videocamera in via Pioppo, posizionandone un'altra alla nuova rotonda nei pressi del Centrolegno Rossini.
Un altro punto di debolezza del progetto dell’Amministrazione Poli riguarda l’entità dell’investimento e i suoi reali benefici. Il progetto prevede di acquistare telecamere per una spesa di 60.000 euro. Il finanziamento massimo regionale arriva al 30% della spesa, quindi, nel migliore delle ipotesi, il Comune dovrà completare la spesa versando 30.000 euro.
Avendo cosa con questa cifra?
Videocamere che non solo hanno un costo di acquisto elevato (60.000 euro), ma che richiederanno, dal 13esimo mese, manutenzione, aggiornamento e garanzia a carico del Comune, dato che l’assistenza tecnica e la garanzia contrattate sono di solo un anno. Un grosso errore, ancor più grosso se si considera che in passato lo stesso sbaglio era già stato commesso: acquistare videocamere sottovalutando il problema della manutenzione e dell’aggiornamento.
Le nove videocamere da noi posizionate nel 2016 sono in comodato d’uso, il che comporta un continuo aggiornamento e la manutenzione a costi zero, in un ambito in cui la strumentazione si deteriora in fretta. La sicurezza, come dicevamo in apertura, merita risorse, ma è necessario avere anche intelligenza nell’impegnare queste risorse. Questo progetto secondo noi è l’ennesima leggerezza di una Giunta sprecona che per gli Spinesi può avere un solo esito: l’aumento delle tasse.
Progetto per Spino

Viabilità del quartiere Po
I nuovi tragitti sono ‘giri dell’oca’
Gentile direttore,
mi consenta di replicare alla gentile signora Brognoli,
‘La ringrazio della sua attenzione. Mi da infatti l’occasione di precisare che il giorno prima della pubblicazione della mia lettera avevo chiesto io stesso alla redazione di rettificare il mio errore e scrivere via Oglio, anziché via Olona.
Abito da sempre in via Mincio e conosco bene il quartiere Po. Il mio è stato un mero refuso che peraltro non le ha impedito, per come ho letto, di ben comprendere che stavo ovviamente parlando di via Oglio, e non certo di via Olona.
Mi pare in ogni caso che lei confermi quanto da me affermato.
Impedire l’accesso a via Oglio dal viale Po, non farà altro che aggravare il traffico all’interno del quartiere e proprio, come da lei temuto, nel tratto di via Mincio antistante la chiesa, posto che, dopo l’ipotizzata riforma, via Oglio sarà raggiungibile solo ed esclusivamente dalla via Mincio e neanche più da via Ticino, di cui per un tratto è anche prevista l’inversione del senso di marcia.
Impedire l’accesso dal viale Po non risolverà il problema del traffico che si crea in via Oglio negli orari di entrata e uscita da scuola, risolvibile solo - in questo concordo con lei - con l’intervento della polizia municipale e l’irrogazione di ‘pedagogiche’ contravvenzioni.
L’ipotizzato divieto renderà oltremodo difficoltoso accedere all’unica farmacia del quartiere.
E ciò non solo agli automobilisti, ma anche ai ciclisti, vieppiù se residenti dall’altra parte del viale (via dei Navaroli, via dei Navigatori Padani, via Arenili ecc. eccetera). Non mi risulta infatti sia concesso ai ciclisti di violare i ‘sensi vietati’. Né mi risulta che lo preveda l’ipotizzato riassetto viabilistico di cui stiamo parlando (sarebbe paradossale il contrario). Né è possibile la realizzazione a norma di legge, stante l’insufficiente larghezza delle carreggiate, di piste ciclabili per ogni singola via del quartiere, tanto meno con riferimento a via Lugo o via Ticino. Provando ad immaginare i ‘nuovi’ tragitti dal viale Po alla farmacia di via Oglio, non potrà non convenire con me che si tratterà di veri e propri ‘giri dell’oca’ imposti agli utenti della Farmacia, che ricordo essere in maggior parte anziani, stante il fisiologico invecchiamento del quartiere. Non potrà infine non convenire che con l’aumento del traffico ed i ‘nuovi tragitti’ aumenterà anche il rischio di sinistri stradali, che l’attuale amministrazione ha quantificato in 76 negli ultimi 4 anni (poco più di un sinistro e mezzo al mese), ma di cui però non ha ancora riferito i dati salienti dell'entità e dell’ubicazione degli stessi’.
Luca A. Grignani
(Cremona)

Giunti del ponte sul Po
Chissà cosa accadrà con la bella stagione
Egregio direttore,
con l’avvento dell’anno nuovo ci siamo trovati di fronte all’ennesimo disagio: l’alternanza di marcia sul ponte per la rottura dei ‘soliti’ giunti. Non ci aspettavamo nulla di diverso da una struttura obsoleta e rabberciata con materiale scadente.
Figuriamoci che ci toccherà d’ingoiare nella bella stagione col passaggio di tir sovrappeso e guidati da camionisti senza scrupoli. Attacchiamoci agli amuleti più sacri ed a portata di mano.
Gaetano Solfi
(Cremona)

Gentiloni e l’immigrazione
Il premier ungherese è il ‘mago Merlino’
Signor direttore,
sicuramente quello dell’immigrazione sta assumendo ogni giorno una portata sempre più epocale e non posso che concordare con il conte ‘rosso’ Paolo Gentiloni Silveri quando afferma che nemmeno un mago sarebbe in grado di risolverlo; solo che osservando quanto sta accadendo in Ungheria, credo proprio che il premier Victor Orban abbia trovato la bacchetta magica di mago Merlino, allo scopo.
Davide Vacca
(Reggio nell'Emilia)

L’Italia degli assistiti
Milioni di persone dettano i nostri destini
Egregio direttore,
ben strano Paese il nostro.
Milioni di pubblici dipendenti (con troppi scansafatiche), milioni di pensionati invalidi (con buona percentuale di sani come un pesce), pletora di pensionati baby, di disoccupati cronici, di lavoratori socialmente utili e di estremisti che ci tengono, costantemente, sotto scacco. Si tratta di 12/15 milioni di assistiti e d’infingardi che dettano le sorti dell’Italia impedendole ogni possibilità di rinascita.
Achille Conti
(Cremona)

Armi ai disturbati mentali
Il Senato americano potrebbe pentirsene
Signor direttore,
il Senato americano ha stabilito il bando della misura voluta dall’amministrazione Obama che impediva di fatto alle persone con disturbi mentali di possedere armi da fuoco.
Questo fa pensare che solo quando saranno trovate persone armate, con disturbi mentali, dentro il Senato americano, i senatori saranno costretti a riflettere.
Lettera firmata
(Cremona)

Fabbricato di Fra’ Cristoforo
Grondaie in cemento e targhe in plastica
Signor direttore,
a seguito delle polemiche per la demolizione e ricostruzione del fabbricato di fra’ Cristoforo di via Mantova. Le evidenzio che posso capire il rifacimento dei muri in forati, poi andranno intonacati, ma le gronde in cemento armato all’epoca di fra’ Cristoforo non esistevano. Fra un po’ sarà facile vedere una targa in plastica cinese inneggiante al frate ed al Manzoni. Non deve essere il semplice cittadino a rilevare questi abusi, ma le istituzioni che dovrebbero sovrintendere.
Gaetano Rebecchi
(Cremona)

Dedicata al cipresso
Aguzzo e fresco dominatore del piano
Signor direttore,
dedico questa mia ad un albero a me tanto caro: il cipresso; aguzzo e fosco dominatore del piano, si erge il cipresso, che già tante aurore vide nascere ed in fiammeggiante fulgore vide calare rosse lontano da tante sere.
Ma mai lo toccò l’incanto del cielo o l’umano fremito d’amore: il tempo fuggente sempre lo vide assorto in un sogno arcano, come se lì, tra il fitto dei suoi rami, pieni di voli e vibranti del canto degli uccelli, come un vecchio adirato a tanta giovinezza, desideri in silenzio luoghi o cose più solitarie o cose morte o luoghi appartati come i camposanti, bianchi di croci alla dolcezza lunare.
Ernesto Biagi
(Casalmaggiore)

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