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Lettere al Direttore del 15 Aprile

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17 Aprile 2018 - 15:31

Lettere al Direttore del 15 Aprile

Parco al po
Laghetto riempito e stop agli sprechi


Egregio direttore,
nonostante la mia particolare simpatia per i marinai, mi vedo costretta a smentire quanto affermato nella lettera siglata L. G. pubblicata sabato 14 aprile. Infatti il laghetto, come da foto allegata, è stato riempito nei giorni scorsi, dunque l’impegno preso a suo tempo è stato mantenuto.
Come anticipato in più occasioni, il laghetto, come inizialmente realizzato, generava uno spreco di acqua potabile consistente in quanto non era stato previsto un sistema di ricircolo, mentre ora ora è alimentato con acqua di falda grazie ad un pozzo.
Questa Amministrazione, dopo anni in cui non è stato fatto alcun intervento in quell’area, ha provveduto alla bonifica, alla pulizia del fondale e delle sponde, nonché al posizionamento di nuovi cartelli informativi.
In questo modo, approssimandosi la stagione estiva, il parco sarà pronto ad accogliere al meglio, anche grazie alla nuova pista ciclabile di via del Sale, chi desidera trascorre un po’ di tempo libero all’aria aperta e nel verde.
Alessia Manfredini
(assessore all’Ambiente del Comune di Cremona)

Sulle richieste di Benelli
Il parco Oglio Sud ha istruito la pratica
Signor direttore,
in merito alle note apparse sul Suo quotidiano, nelle date del 10 e 12 aprile, a firma del signor Benelli, abbiamo a lungo pensato se fosse il caso o meno di rispondere alle lettere dello stesso, con cui il Parco ha da sempre avuto buoni rapporti. Si è deciso di rispondere, non per proseguire in una sterile disputa, ma per precisare che il Parco è un ente pubblico e, nella fattispecie segnalata dal signor Benelli, non ha effettuato nessun tipo di ritardo e sta proseguendo nell’istruttoria della pratica. Si segnala quanto sopra poiché è compito degli amministratori di un ente pubblico salvaguardare il rispetto delle leggi, la trasparenza e la correttezza delle procedure, attuando un costante dialogo con tutti i cittadini così come sta avvenendo in questo caso, in un clima di massima chiarezza.
Alessandro Bignotti
(presidente del Parco regionale Oglio Sud)

Medici progressisti
Alfie sarà ucciso «per il suo bene»
Signor direttore,
vogliono ucciderlo Alfie Evans perché ha bisogno di un ventilatore per il suo organismo di bambino malato, vogliono ucciderlo per «il suo bene» dichiarano i malfattori medici, magistrati e globalisti progressisti, vogliono ucciderlo anche contro la volontà dei suoi genitori, vogliono ucciderlo anche se reagisce agli stimoli e riconosce il papà e la mamma.
Per eliminare Eluana Englaro si nascondevano dietro la «volontà del padre» ma ora la volontà del padre pare non conti nulla. Assassini spero che capiti a voi quello che state facendo al piccolo Evans.
giuliano.galassi@libero.it

Stop al mantenimento
Ai padri i figli nati fuori dal matrimonio
Gentile direttore,
in una recente disposizione si fa una distinzione tra i figli nati all’interno di un matrimonio, e quelli nati da una coppia convivente, che invece non avrebbero l’obbligo a essere mantenuti. Si confida che una volta tolto l’obbligo di mantenimento le madri si convincano finalmente a lasciare il compito di cura dei figli ai padri, delega vista come proprio risparmio economico.
Silvio Pammelati
(Roma)

Unione ‘terra di cascina’
Castelverde cancella l’opposizione
Egregio direttore,
l’Unione dei Comuni Terra di Cascine si appresta a votare il bilancio consuntivo dell’anno 2017 senza che la minoranza del comune di Castelverde sia rappresentata in consiglio. Durante il consiglio comunale di mercoledì 11 aprile, il sindaco e ciò che resta della sua maggioranza hanno deciso, senza convocare preventivamente i capigruppo, di rinviare la votazione che avrebbe permesso alla minoranza di eleggere il suo rappresentante nel consiglio dell’Unione, posto attualmente vacante. «Si verrebbe a creare uno squilibrio», dicono a giustificazione della loro decisione, in quanto la fuoriuscita del consigliere Bruschi dal gruppo Le Radici e le Ali potrebbe indebolire il potere della squadra Locci, rendendo più difficile per la compagine di maggioranza dettare la linea politica all’interno dell’Unione come i numeri le hanno sinora concesso. E’ grave che un problema politico del tutto interno al gruppo di maggioranza riversi totalmente i suoi effetti sulla minoranza, che vede negato il diritto democratico (sancito a tutti i livelli di legge e dallo statuto dell’Unione) di nominare un suo rappresentante.
E’ grave che a prendere questa decisione sia stato un gruppo di maggioranza che può ancora dirsi tale solo sulla carta, dopo che ben quattro consiglieri lo hanno abbandonato nel corso del mandato, e sul quale un semplice malanno di stagione potrebbe comportare il patatrac.
Fabio Grassani
(consigliere di minoranza, Castelverde)

E dà lezioni di democrazia

Pluri condannato ammesso al Colle
Egregio direttore,
solo in Italia un pluri condannato come Berlusconi può permettersi di andare al Colle a fare delle raccomandazioni sulla democrazia, speriamo che una parte del centrodestra se ne renda conto e abbia il coraggio si staccarsi definitivamente.
Paolo Grossi
(Cremona)

Con la complicità di Putin
Trump alla guerra per distrarre gli Usa
Signor direttore,
l’elezione di Trump, per alcuni fraudolenta, comincia a dare i suoi concreti, lugubri frutti. Si accorge dopo sette anni che è in atto una vera e propria carneficina, dove i numeri non contano più. E cosa inventa ora? Una minaccia seria alla pace mondiale.
Le sue navi si avvicinano pericolosamente ad un punto di non ritorno, incurante delle tragiche conseguenze di questa sua azione. Un irresponsabile vero e proprio, che trova dall’altra parte il suo omologo, Vladimir Putin. Questi già capo del Kgb, la famigerata polizia segreta sovietica, quello eletto con i voti del Ku Klux Klan, che non sono altro che i voti dei nazisti americani. Un duo che fa rabbrividire. Una volta, ed io c’ero, queste cose suscitavano l’indignazione del mondo intero, che scendeva nelle piazze a manifestare la sua rabbia e la sua solidarietà al Paese aggredito. Un esempio su tutti: il Vietnam che fu invaso sulla base del ridicolo incidente del Golfo de Tonchino, allorché, secondo la versione americana, un loro aereo sarebbe stato abbattuto da una mitragliera postata su una piattaforma galleggiante.
Gli stessi americani hanno ammesso, recentemente la falsità di quella notizia. Ma allora c’era l’altra parte del mondo a manifestare solidarietà al Vietnam. Oggi assistiamo muti, in un silenzio assordante, ad un evento che potrebbe avere esiti incalcolabili, oltre che drammatici. Se lei me lo permette, caro direttore, mi sono fatta un’idea personale su questa vicenda, bizzarra quanto si vuole ma, spero vivamente, vera. E voglio partire proprio dal modo con cui è stato eletto Trump. Si dice con l’aiuto di Putin e del suo staff. Se così fosse acclarato l’impeachment di Trump sarebbe inevitabile e sarebbe senz’altro rimosso. Ma allora cosa c’è di meglio per distrarre l’opinione pubblica americana, che, tanto per intenderci, non è quella italiana, e metter su un bel teatrino come quello cui il mondo sta assistendo? Preferisco non sbagliarmi in questa mia maliziosa idea. Diversamente non riesco ad immaginare ciò che potrebbe accadere al mondo intero per colpa di due potenti irresponsabili.
Licio D’Avossa
(Mambrui, Kenya)

Chiamateci col nostro nome
Non siamo nostalgici siamo fascisti
Signor direttore
mi permetta, prima, di correggere la sua risposta alla mia lettera di precisare che noi siamo fascisti e non nostalgici come voi ci definite pertanto vi saremmo grati se ci chiamaste col nome del nostro credo ovvero: fascisti.
Il sindaco di Cremona non può ne autorizzare né proibire una funzione religiosa dentro una, qualsiasi chiesa, in quanto l’autorità nei luoghi sacri spetta alla curia. La cosa grave e vergognosa è che il vescovo proibisca al prete preposto di nominare i nomi di Mussolini e Farinacci ad una funzione religiosa fatta celebrare appositamente ed esclusivamente per loro e non per tutti i defunti come il vescovo di Cremona vorrebbe che fosse.
La cosa più grave è che, seguendo le direttive del sindaco che intima che tutto debba svolgersi nella chiesetta del cimitero, visto che come sempre ci viene proibita la celebrazione di una messa al campo, che per i caduti dei partigiani, ribelli o banditi come si vogliano chiamare viene celebrata, la curia proibisca al sacerdote preposto di uscire dalla chiesa ed andare sulle tombe dei nostri martiri per benedirle dimenticando che i miei camerati si sono immolati a migliaia per difendere il cristianesimo dal comunismo ateo e dissacratore; lei la chiami come vuole questa decisione che di cristiano non ha nulla e che per me ha un nome solo: ignominia.
Comunque quest’anno il problema non esiste in quanto Don Floriano Abrahamowicz, prete della tradizione, ha raccolto il nostro appello e benedirà e pregherà insieme a noi sulle tombe di Farinacci e su quella dei caduti fascisti
Gian Alberto D’Angelo
(Cremona)

Dopo ‘la foto dei lettori’
Parcheggi: i problemi tutti in via Racchetta?
Egregio direttore,
le chiedo ospitalità perché ho appena visto la foto inviata al nostro giornale ‘Le foto dei lettori’. Sembra quasi che tutti i problemi delle soste a Cremona passino da via Racchetta (strada di 42 metri). Prima, 50 bontemponi non hanno niente da fare e raccolgono delle firme adducendo a posti sempre liberi in via Racchetta, zona B e il Comune (sarà una coincidenza) toglie la B e diventa C.
Poi, nel fare le righe gialle, dalla parte opposta della foto vengono tolti due posti. Le righe gialle sono state fatte troppo larghe, distanza dal marciapiede 1,80/2 metri in città da noi 2 metri, come si evince dalla foto: la macchina grigia a sinistra è larga (come posteggia) e a destra un furgoncino.
Se volete chiediamo quanto costa a noi di via Racchetta la strada, così ci compriamo la via e la facciamo privata.
Così i soliti cittadini della zona piazza San Paolo non avranno più a che dire.
M. T.
(Cremona)

Necessaria una legge
Un diritto difendere casa anche con le armi
Signor direttore,
avanti con gli anni, ricordo quando i paesi e le città erano così sicuri che nessuno, la sera, chiudeva con il catenaccio porte e finestre.
Oggi tutto questo è impossibile poiché la proprietà non è più rispettate inviolabile. Quindi sarebbe opportuno il varo di una legge che stabilisce l’inviolabilità privata col diritto di poterla difendere, legittimamente, anche con le armi, contro chi osasse violarla.
Gaetano Solfi
(Cremona)

Dopo la sua elezione a Bolzano
Boschi ha il patentino di bilinguismo?
Caro direttore,
appreso della candidatura della signora Maria Elena Boschi nelle liste della provincia di Bolzano, mi è sorta una curiosità: le verrà richiesto di presentare il ‘patentino di bilinguismo’ che attesti la conoscenza della lingua tedesca e la superficiale conoscenza di quella italiana?
Ma, dopo la sua elezione, pare che abbia in animo di trasferirsi lassù, dove la gente è assai più corretta e meno infida che nella sua Toscana.
P. F. Mari
(Cremona)

IL CASO
Per salvare miro 240mila firme mai nessuna per i bimbi violati

Signor direttore,
il cane Miro è tornato a casa grazie anche alle 240.000 firme raccolte in pochi giorni dai suoi sostenitori. Anch’io ho avuto, cani, gatti, uccellini, eccetera, per abituare i miei figli ad amare e rispettare gli animali.
Se questo ci fa onore una cosa mi angoscia. Quasi ogni giorno si parla di bambini vittime di abusi sessuali. Preti, insegnanti, dirigenti sportivi e chi più ne ha più ne elenchi, orchi senza scrupoli che alla fine se la cavano con pochi anni di galera. Per nessun bambino sono state raccolte 240.000 firme perché la sua infanzia venisse tutelata.
Poche mamme e nessun comitato genitori si è impegnato a raccogliere firme a favore di detti bambini e perchè i pedofili siano condannati in modo esemplare. Mi auguro che in futuro i bambini trovino tanti amici che li difendano come è stato fatto per Miro.
I cani hanno diritto di abbaiare, i vicini di casa hanno diritto di riposare, gli adulti hanno il dovere di proteggere i bambini.

Silvia B.
(Cremona)
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Io la penso come lei e, a quanto mi risulta, siamo in molti a farlo.

LA REPLICA
Signor direttore,
su ‘La Provincia’ di mercoledì 11 aprile 2018, ho letto con uno stato d’animo incerto fra il curioso e lo stupito la lettera della Rispettabile Loggia Leonida Bissolati di Cremona in onore di Arnaud Beltrame, il poliziotto francese morto mentre stava cercando di debellare un terrorista e garantire la sicurezza alla comunità di cui egli stesso faceva parte. A detta della rispettabile Loggia costui era un massone, affiliato alla «Respectable Loge Jerome à l’Orient de Rueil Nanterre», dettaglio che probabilmente nessuno, all’infuori degli affiliati a tale illuminata associazione, poteva sapere. Vorrei solo rispondere al fratello massone che ha scritto quella lettera che monsieur Beltrame non è morto da massone, ma semplicemente da uomo che stava compiendo il suo dovere, per guadagnarsi il pane e tornare a casa dalla sua famiglia, come fanno tanti poveri cristi in tutto il mondo i quali sono padri di famiglia (come affermò Pasolini) subordinati a questori, vicequestori o prefetti che rischiano la vita ogni giorno e prendono uno stipendio di almeno 10/20 volte inferiore agli emolumenti delle ‘Eccellenze’ a cui sono sottoposti. Vorrei ricordare al fratello massone cremonese che monsieur Beltrame è morto da solo, di fronte a un terrorismo senza volto che prende il nome di fondamentalismo e che non ha nulla a che fare col vero senso religioso (e il fratello massone della Loggia Bissolati dovrebbe ben sapere che, in realtà, la Massoneria ha sempre cercato di distruggere il senso religioso cristiano perseguendo l’ideale del Grande Architetto). Sottolineo inoltre che in Francia vi sono moltissimi massoni presso la classe dirigente, e che in quella nazione essere affiliati è molto più frequente che in qualsiasi altro Paese al mondo (eccetto gli Usa) poiché gli ideali di uguaglianza, fraternità e libertà nati con la rivoluzione francese sono essi stessi incontestabilmente massonici. Per quanto riguarda infine la polemica contro i «plebei cripto fascisti e cripto comunisti», vorrei solo ricordare che sia i fascisti sia i comunisti si sono avvalsi sempre della massoneria per prendere il potere: Roberto Farinacci, ras di Cremona, fu massone ma, appena preso il potere, mise al bando tutte le logge massoniche (come fece del resto anche Mussolini); i comunisti in Russia, capitanati da Lenin (massone d’origine nobile, si badi) Trotskij (massone pure lui) & co. perseguirono con coerenza e pervicacia i principi di egualitarismo sconfinati poi nel totalitarismo tipico di regime (illustre precedente, tanto per ricollegarsi alla rivoluzione francese, fu il massone Robespierre). Mi si potrà confutare dicendo che la massoneria ha fatto molto per la cultura e per la civiltà moderna, malgrado gli errori che umanamente si compiono (sempre ammesso che l’Illuminata Associazione ammetta l’errore), che Mozart e Haydn ad esempio erano credenti massoni e che non è vero che essa è nata solo per fare del male. Forse; e probabilmente non tutti i massoni vengono per nuocere; ma è inutile poi generare mostri chiamandoli plebei (come se gli affiliati alle logge fossero tra l’altro dei patrizi) e attaccarsi pretestuosamente al concetto d’onore a un poliziotto morto (a cui va il mio massimo rispetto e la mia profonda commozione) per poi innaffiare il tutto di retorica autocelebrativa e autoassolutiva. «Il sonno della Ragione genera mostri», scrisse Goya in una sua famosa incisione: mi chiedo allora dov’era la Dea Ragione massonica per lasciare da solo un uomo di fronte al suo triste destino...
Giacomo Firpo
(Cremona)

Ne parlo con...

Sulla brevità della vita
Il tempo non ci manca ma noi lo
sprechiamo

Seneca (scultura antica)

Egregio direttore,
la triste dipartita di persone giovani, note e non, invocano ad alcune riflessioni sulla brevità della vita. Il destino mi fa vivere nell’anzianità e i momenti di meditazione sulla brevità della vita assillano sovente la mente. Con predilezione ho riletto i dialoghi del filosofo scrittore latino Seneca Lucio Anneo (Cordoba 4 a.C. - Roma 65 d.C.). Nel suo ‘De brevitate vitae’ riporta che la vita non è breve, in realtà il tempo che la natura ci concede non è poco; è che noi ne sprechiamo tanto. Un dialogo che non è possibile leggere senza esserne colpiti dalla sua attualità. Basti pensare al tempo libero, grande conquista del progresso e che attualmente, purtroppo, è in discussione. Mentre Seneca raccomanda primo fra tutto quello di dedicare più tempo a noi stessi, perché nessuno ti restituirà più i tuoi anni, nessuno ti renderà un’altra volta a te stesso. La vita proseguirà lungo la strada per cui si è avviata, senza fermarsi né tornare indietro e lo farà in silenzio, senza rumore, senza nulla che t’avverta della sua velocità, non c’è ordine del re, né volontà del popolo che possa prolungarla, correrà com’è partita il primo giorno, senza deviazioni né soste, tutto ciò che deve ancora venire è incerto: vivi il tuo presente. Che accadrà? Tu sei affaccendato, ma la vita ha fretta, intanto arriverà la morte e per lei, che tu voglia o no, il tempo dovrai trovarlo. Nel frattempo vivo la vita, guardo ancora il fiume che scorre e segue il suo corso, cammino le strade del paese, riempio lo sguardo su volti e case, storia del presente e passato, anche se il pensiero ritorna sulla brevità della vita, ora più nulla mi è straniero, né una voce né uno sguardo né un saluto, né un ricordo, abbraccio il tutto che fa scudo a questa vita breve.
Antonio Danesi
(San Daniele Po)

Mondonico al club grigiorosso in provincia nel 1983
Egregio direttore,
vorrei ricordare il grande Emiliano Mondonico che alcuni giorni fa ci ha lasciato, con una foto che ho scattato nel 1983 quando ero dipendente della Provincia di Cremona. Proprio in quegli anni, nell’entusiasmo generale per i risultati positivi della Cremonese da lui guidata, veniva inaugurato il ‘Club Grigiorosso dipendenti Amministrazione provinciale’. E’ stato un momento indimenticabile, sostenuto tra l’altro dalla presenza del presidente e della giunta provinciale, del vicepresidente e del segretario della Cremonese, da Emiliano Mondonico mentre porge il suo caloroso saluto e dei giocatori della Cremonese, tra cui Gianluca Vialli, Giancarlo Finardi, Stefano Di Chiara. Caro direttore, questa immagine mi è rimasta nel cuore e la conservo gelosamente nell’archivio dei miei ricordi più belli. ‘Mondo’ con la sua bravura è stato chiamato nella serie A del Cielo ed è ancora vivo tra noi.
Gianluigi Pettenuzzo
(Sospiro)

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Commenti all'articolo

  • ilgurzo2003

    19 Aprile 2018 - 11:41

    Grazie Sig. Firpo. Suonava strano e paradossale l'autoincensamento della massoneria. E di fatto era molto più un prendersi meriti di altri.

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