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Lettere al Direttore del 27 Aprile

Annalisa Araldi

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aaraldi@publia.it

29 Aprile 2018 - 07:00

Lettere al Direttore del 27 aprile

Un ripasso di storia
Origini e funzioni dei fasci littori
Signor direttore,
fascio littorio: dall’Enciclopedia Italiana Treccani – ‘i fasci di verghe di olmo o di betulla, lunghe circa m. 1,50, tenute insieme da corregge rosse, e con una scure inserita lateralmente o sovrastante, venivano portati dai littori sulla spalla sinistra, impugnandoli con la mano sinistra, davanti ai magistrati romani, ed erano l’insegna e lo strumento del potere coercitivo del magistrato, che si faceva valere appunto con le pene della fustigazione e della decapitazione, e il simbolo del suo imperium. … La tradizione attribuisce al re romano 12 littori coi fasci, numero che passò al console; nel tempo più antico i 12 littori precedevano, in fila, quello dei consoli che era di turno, …poi ogni console ebbe i 12 fasci, e…Il dittatore ne aveva in età storica 24, ecc. ecc. ecc.”, … infine il fascismo di Benito, fortunamente senza fustigazione.
Gianfranco Mortoni
(Mantova)

Impossibile l’autolettura
Contatore del gas, meglio il vecchio
Egregio direttore,
tramite il suo giornale vorrei arrivare a Linea Più Gruppo LGH servizio gas perché mi insegnino a leggere facilmente il nuovo contatore elettronico gas, e i relativi consumi. Il precedente con numeri ben visibili, anche per quelli posizionati più in basso verso terra, erano di facile lettura, viceversa i nuovi contatori sono di difficile autolettura, in quanto il display con fondo grigio è in posizione perpendicolare anziché un po’ inclinato in modo di facilitare la visione dei numeri. Chi ha progettato questo contatore non ha tenuto conto delle difficoltà che potevano emergere o per eliminare l’autolettura? Invece di facilitare la vita del cittadino perché collabori, si fa il contrario. (...)
Gianfranco Ferrari
(ferrarigianfranco8@gmail.com)

25 Aprile/1
Tutti gli anni lo stesso scontro
Signor direttore,
la domanda da porsi é: il 25 aprile sono italiani solo i vincitori della seconda guerra mondiale oppure tutti dovrebbero essere italiani, compresi i vinti? E ancora: le istituzioni non dovrebbero preoccuparsi innanzitutto di rappresentare tutti i cittadini indistintamente e oltre che preoccuparsi degli eventi passati, preoccuparsi soprattutto e di più di migliorare la convivenza civile e politica con il superamento delle vicende passate e delle divisioni, così da traghettare il paese verso una maggiore concordia? Infine le massime istituzioni dello Stato non hanno il dovere di interrogarsi se il proprio modo di fare sia utile e attuale rispetto alle esigenze del presente, oppure se non sia la fotocopia ormai sgualcita di una rappresentazione che da oltre mezzo secolo è sempre la stessa? Essere democratici non vuole dire essere fossili. Non succede altrove ad esempio questa esaltazione fuori misura dei vincitori. Anziché essere una semplice commemorazione, si interpreta il 25 aprile come il proseguimento della guerra civile. Tutti gli anni lo stesso scontro. E un mare di retorica.
Claudio Maffei
(Cremona)

25 Aprile/2
Assurdo contestare la Brigata Ebraica
Egregio direttore, anche quest’anno in occasione delle celebrazioni del 25 Aprile è andato in onda il solito cliché visto negli anni scorsi: contestazioni verso le figure istituzionali non ‘de sinistra’ e verso gli ebrei rappresentanti dei deportati in campo di concentramento e della Brigata Ebraica il tutto condensato dagli slogan per l’indipendenza della Palestina da Israele. Si dice che i palestinesi siano i nuovi oppressi e dunque devono essere difesi ma a parte il fatto che i palestinesi con Israele stanno mediamente molto meglio di tanti arabi residenti in Paesi islamici, vorrei ricordare che se parliamo di oppressione, al mondo esistono altri popoli oppressi come ad esempio i curdi divisi fra Iraq, Turchia, Siria e Iran ma non hanno mai avuto posto nelle celebrazioni del 25 Aprile. Sarebbe bene inoltre ricordare che durante la seconda guerra mondiale il mondo arabo era favorevole al nazifascismo (...). Furono migliaia i musulmani arruolati nelle SS.
Gabriele Marchetti
(Torricella del Pizzo)

Comune di Pandino
Recupero cascinetta: di chi è il merito?
Gentile direttore,
su La Provincia di domenica 22 aprile è stata pubblicata la lettera del vicesindaco Pozzi, che risponde alla nostra del 20 aprile. Siamo stupiti per la celerità con cui il vicesindaco ha risposto, perché questa solerzia purtroppo non la riscontriamo nelle risposte alle nostre interrogazioni. Non ci stupisce invece la parzialità ed il tono della replica. Pozzi, da politico di destra, ha sciorinato i soliti slogan che già conosciamo, ma ha evitato di toccare l’argomento ‘verità’ su chi ha pensato, prodotto e inviato la documentazione necessaria all’iscrizione al bando che ha fruttato al nostro paese 950.000 euro a fondo perduto per il recupero della cascinetta. Ci indichi quindi dove possiamo trovare sull’albo pretorio i riferimenti relativi all’iscrizione al bando oppure su quale registro comunale sono protocollati. Saremo a quel punto tutti felici di sapere che anche l’attuale maggioranza ha ritenuto importante candidare un bel progetto (pronto, esecutivo e già pagato), redatto da chi ha amministrato in precedenza, su di un bando promosso dal governo in carica, che permetterà di riqualificare e completare un significativo comparto del paese inserendo una nuova biblioteca e spazi di socialità. Se non è in grado di fornire quanto richiesto è chiaro che a mentire non è stata l’onorevole Boschi, come sostenuto dal ‘portavoce’ della maggioranza, il consigliere Salvi, ma il sindaco Polla e tutta la sua maggioranza, vicesindaco compreso. (...)
Gruppo Consigliare della Rocca
(minoranza Comune di Romanengo)

Stuprata e uccisa a 13 anni
Giuseppina Ghersi: basta menzogne
Egregio direttore,
il lettore G. A. D’Angelo che si inebria fino all’esaltazione definendosi fascista (...) con l’intento di denigrare la Resistenza e i partigiani cita una storia torbida gonfiata con dettagli di fantasia che dal dopoguerra circola con narrazioni diverse nel Savonese. Si tratta della vicenda di Giuseppina Ghersi ‘stuprata’ e assassinata a 13 anni nel maggio 1945 e non a guerra finita come afferma il D’Angelo. La verità però è ben diversa.
Nei due esposti conservati nell’Archivio di Stato di Savona firmati da Laura Vengelli il 27 gennaio e da Giovanni Ghersi il 29 sprile 1949 né la madre né il padre (anch’essi picchiati selvaggiamente) parlano dello stupro della figlia 13enne uccisa assieme al cognato malavitoso; anzi, nell’esposto il Ghersi afferma chiaramente che il sequestro suo e della sua famiglia non è di natura politica (di cui non si interessava) ma ‘estorsiva’ e dunque risulta - come tanti all’epoca - dedito alla borsa nera e vittima di un furto finito in tragedia.
Infatti si legge: «la casa me la spogliarono di quanto tenevo, soldi, oro, argento e altro (…) tutto ciò finché rivelassi dove tenevo celati oro e soldi.
Il padre indicò anche alcune persone con nome e cognome che nella storia riportata su quotidiani, riviste e libri di destra spariscono: l’azione di delinquenti comuni diventa opera di partigiani, l’uccisione della ragazzina è per un tema di classe lodato dallo stesso Mussolini e la foto a corredo di una donna rasata e marchiata con una ‘M’ sulla fronte che circola da anni e associata a diversi contesti è di una ausiliaria della Rsi milanese e non della giovane. Quello che colpisce di questa vicenda è l’impressionante uso disinvolto di fonti false (...).
Sergio Noci
(Soresina)

Caro Alfie
Ti uccidono per il tuo bene...
Signor direttore,
deve essere tanto bello, caro Alfie, morire di fame e sete!
Lo hanno stabilito medici e magistrati di alto rango, sai, e prima di te lo hanno sperimentato una quantità di altre persone fortunate che hanno fatto bingo sul tavolo dell’obitorio dei progressisti.
Tu hai dimostrato di poter respirare?
A loro non importa, il protocollo era già partito e i progressisti affermano che il tuo cervello è ridotto in ‘grumi’ e loro lo sanno sai, lo dicono anche dei feti che sono dei ‘grumi’ e quindi li sterminano in massa.
Così va il mondo caro piccolo e coraggioso Alfie! ti uccidono ma lo fanno per ‘il tuo bene’, non lo capisci?
giuliano.galassi@libero.it
(Cremona)

IL CASO
Giardini pubblici: ridiamo l’acqua alla fontana delle Naiadi
Caro direttore,
sono rimasto sorpreso nel vedere la vasca della fontana delle Nàiadi interrata. Una decisione non felice, forse sbagliata, ma inevitabile. Cosa poteva fare il Comune? Come poteva agire? Mi spiego meglio. La fontana per anni è stata attiva con la sua acqua che si gettava nella vasca. Nel corso del tempo la vasca, oltre ad essere diventata un abbeveratoio per piccioni e uccelletti vari, era diventata la nuova discarica di piazza Roma. Veniva centrata tutte le notti da bottiglie di birra, vino, bicchieri, ecc. Forse i cremonesi rimembravano i Bodri di San Rocco e la lanca Livrini ove gettavano la monnezza negli anni 60-80, chissà... Sparita l’acqua e rimasta la vasca il rito si ripeteva. Come recuperala?
L’ideale era quello di ripristinare il monumento. Ma forse ha fatto bene il Comune, i tempi non sono ancora maturi. I cremonesi sono troppo incivili (e scrivo cremonesi, non immigrati). Goliardia, stupidità, superficialità, i nostri concittadini si scaldano su Facebook con toni da lesa mestà ma in fin dei conti ognuno si fa i propri affari. Il senso di comunità si è perso, sopravvive solo in nuclei, coincidenti con la famiglia e pochi intimi. Il futuro è roseo se torneremo a lottare per la comunità e non solo per l’individuo. Riportiamo l’acqua nella Naiadi. Ridiamo alle ninfe, che presiedono a tutte le acque dolci della terra, il loro ambiente naturale.
Antonio Giulio Campo
(Cremona)
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Anch’io ridarei l’acqua alle Naiadi, purché la fontana non continui a essere bersagliata da atti di teppismo, che non sono peculiarità dei cremonesi. Purtroppo tutto il mondo è paese.

LA POLEMICA
Il Movimento 5 Stelle è incoerente e cerca solo il potere
Egregio direttore,
(...) alcune settimane fa, a Ivrea, all’inviato de La Stampa Jacopo Iacoboni, inviso a Davide Casaleggio per le sue posizioni critiche nei confronti del M5s, è stato impedito l’accesso al Sum, l’evento organizzato in memoria di Gianroberto Casaleggio.
Non c’è da stupirsi perché lo stile che promana dall’alto viene diffuso dai vari leader locali che decidono chi può candidarsi e chi no e più di recente anche chi può partecipare oppure no, in base al grado di compiacenza che si riserva nei loro confronti. E’ proibito avere qualsiasi opinione divergente dai vari ducetti locali, pena l’isolamento. Quanto all’onestà, scordiamocela, se è vero che deriva direttamente dalla coerenza. Dove sta la coerenza di chi si dichiara pronto ad allearsi indifferentemente con la Lega e con il Pd, dopo averli proclamati per anni tra gli artefici dello sfacelo dell’Italia?
E la coerenza di chi parlava di piramide rovesciata, con i cittadini ai vertici e gli eletti loro dipendenti, quando gli eletti a 5 stelle sono diventati essi stessi una casta privilegiata di intoccabili? Qual è la coerenza di chi ha dichiarato che nessuno deve interferire con l’autodeterminazione dei gruppi locali e poi si schiera sfacciatamente contro chi rimprovera comportamenti contrari all’interesse dei cittadini? Spero che i cittadini aprano al più presto gli occhi, perché non c'è nessun vero cambiamento negli obiettivi del M5s, ma solo la conquista del potere e dei benefici economici che ne derivano per una nuova casta e per i suoi nuovi clienti. E alla stragrande maggioranza dei cittadini, che non rientrano in questa ristretta cerchia, toccherà un'altra volta pagare il conto, ammesso che ci siano ancora le risorse per farlo.
Gabriele Beccari
(Cremona)

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