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Lettere al Direttore dell'8 Maggio

Annalisa Araldi

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10 Maggio 2018 - 07:00

Lettere al Direttore dell'8 Maggio

Dialoghino con gli elettori
On. più tra la gente che in Parlamento
Egregio direttore,
molti cittadini si lamentano del perché ci sono parlamentari che mai, o poco, frequentano il Parlamento. In una legislatura quando vengono fatte e approvate dieci buone leggi, bastano e avanzano. Qui ci vuole la presenza completa in Parlamento. Il tempo restante deve essere dedicato agli elettori del parlamentare. Mi spiego meglio con un esempio: un cittadino ha problemi con una istituzione (supponiamo Inps o Consolato) e non riesce ad uscirne, ha la possibilità di rivolgersi al proprio eletto, il quale darà un aiuto concreto fino alla soluzione del problema stesso. Stare a dormire o sonnecchiare tutto il giorno in Parlamento non serve a niente.
Cesare Forte
(Oradea - Romania)

Casalmaggiore
Farmacie comunali, fatto un gran lavoro
Egregio direttore,
il gruppo consiliare ‘Il Listone - La comunità che dialoga’ esprime le più sentite congratulazioni a Marco Ponticelli, per la riconferma alla carica di Presidente dell’Azienda Farmaceutica Municipale srl di Casalmaggiore.
Il suo lavoro, assieme a quello di tutto il Consiglio di Amministrazione e delle farmaciste in organico, ha ripagato la fiducia e dimostrato le importanti competenze economico-amministrative e sopratutto manageriali. I risultati ottenuti nel triennio di mandato amministrativo 2015-2017 sono inequivocabili: fatturato aziendale aumentato ad oltre i 3 milioni di euro rispetto i 2,3 milioni di euro del 2014, ovvero con un incremento di circa il 31% - marginalità commerciale consolidata al 35%, rispetto il 28% dell’esercizio 2014 - patrimonio netto assestato a circa 958mila euro rispetto i 609mila euro dell’esercizio 2014 ovvero con un incremento positivo del 57% - risorse finanziarie distribuite al Comune di Casalmaggiore pari a circa 362mila euro (di cui canone di gestione servizio farmaceutico per complessivi 147mila euro e dividendi per complessivi 215mila euro), unitamente alla perdita gestionale, assorbita nel triennio 2015 – 2017, riguardo la gestione del micronido di Quattrocase pari a circa 58mila euro, per un totale beneficio economico complessivo, prodotto nel triennio pari a circa 420mila euro.
I risultati non sono solo nei numeri, ma possono essere toccati concretamente nella vita di tutti i giorni; da ricordare infatti lo straordinario intervento di riqualificazione della facciata della struttura storica che ospita la Farmacia Comunale di piazza Garibaldi, alla quale seguirà una ulteriore azione conservativa anche sul lato di via Azzo Porzio nel corso del corrente mese di maggio, oltre l’installazione del magazzino automatico, avvenuta nel mese di gennaio sempre presso la Farmacia Comunale di piazza Garibaldi a Casalmaggiore (...); da sottolineare l’intervento di riqualificazione strutturale del micronido di Quattrocase, oltre che la realizzazione di un parchetto verde concesso in uso alla popolazione di Quattrocase, grazie all’accordo stipulato con l’associazione Quattrocase è Viva.
Il presidente Gabriel Fomiatti
e il segretario Alberto Fazzi
(Il Listone - Casalmaggiore)

Agevolazioni assurde
Ai cinesi quattro anni senza pagare le tasse
Egregio direttore,
quattro anni senza pagare tasse: è questo il guadagno aggiunto che i cinesi godrebbero nell’aprire un’attività in Italia, grazie ad accordi tra i due Paesi. Vien spontanea una domanda: in cambio di che? E questo beneficio vale anche per i cittadini di altri Paesi? Ma fosse finita lì; fatta la legge già ultravantaggiosa per i migranti asiatici, rispetto agli autoctoni, fatta anche la gabola perché trascorsi i quattro anni, infatti, basta cambiare intestazione all’azienda per non pagare tasse all'infinito.
Se questo è realmente lo stato delle cose, per forza che i cinesi si accaparrano tutte o quasi le licenze, a partire da quelle dei centri massaggi, nella pressoché totale indifferenza istituzionale, e potendo poi pagare direttamente in carta moneta.
Che essa cresca spontaneamente nelle loro foreste pluviali?
E gli italiani invece, che volessero aprire un’attività son chiamati a fare i salti mortali o a lavorare in nero perché oberati di tasse e costretti a far fronte ad una concorrenza sleale, incentivata dai paradossi dello Stato, che negli italiani punisce quello che nei cinesi premia, e cioè l’evasione fiscale, o addirittura agli italiani nega quanto dovuto, ossia milioni di crediti giustamente rivendicati, come da quell’imprenditore brianzolo costretto al fallimento dai mancati pagamenti dello Stato e col danno aggiunto e ignobilmente beffardo di vedersi pignorata persino la casa.
E l’Europa che fa? Tace e quindi acconsente, ma al tempo stesso pretende indietro dai cittadini terremotati dell’Abruzzo, quei benefici fiscali a suo tempo accordati dallo Stato, e con tanto di interessi nell’assoluto menefreghismo rispetto al rischio di fallimento di aziende che a stento erano riuscite a riprendersi dopo i duri colpi della natura.
Se ne deduce un inaudito accanimento discriminatorio che sembra quasi rimproverare a noi la colpa di aver voluto essere italiani, autoctoni di questa terra da tempi ancestrali, e quindi persino indegni di quello sguardo misericordioso di questa Chiesa che sembra proiettata unilateralmente, maniacalmente, nella tutela prioritaria, ad oltranza, della persona del migrante.
Ha mai sentito il Papa infatti esprimersi in merito a questa ingiusta discriminazione a favore dei cinesi?
Non stupiscono, quindi, gli esiti beffardi di quel clamoroso polverone giudiziario sollevato qualche anno fa a Prato e dintorni contro aziende cinesi; polverone che rischia di finire in niente tant’è che oltre il 70% dei beni sequestrati son già stati restituiti ai ‘legittimi’ proprietari e non perché sia stata dimostrata la loro innocenza, quanto perché lungaggini burocratiche hanno portato alla prescrizione dei reati contestati. (...)
Lettera firmata
(Cremona)

Per conoscere l’ebraismo
Il Talmud è un testo che va conosciuto
Caro direttore,
a coloro che chiudono occhi e orecchie e considerano gli ebrei come ‘Fratelli maggiori’ farebbe forse bene dare una scorsa ad uno dei loro libri sacri, il Talmud. Anziché stare ai soliti luoghi comuni è più logico (e più onesto) andare direttamente alla fonte, informarsi e poi giudicare! Poi ne riparliamo!
Alessandro Mezzano
(Cremona)

Sanno solo mentire
I partiti e i politici scolari indisciplinati
Signor direttore,
fino a tredici anni ho frequentato assiduamente l’oratorio di Soresina e di quel periodo mi ricordo le corse che facevamo tutti, appena arrivati prima del dopo-scuola, per arrivare primi a comprare le famosissime ‘cicche rosa’ (chewingum) sperando di non trovare, nel foglietto interno all’involucro la scritta ‘Riprova sarai più fortunato’ e successivamente, dai tredici anni in poi, mi sono sempre interessato dell’arte di arrangiarsi ovvero quella scienza che congiunge l’occultismo alla matematica. Nella maggiore età ho letto un po’ di tutto ma una frase che non riesco a dimenticare è questa: ‘Le convinzioni più delle bugie sono nemiche pericolose della verità’ (Friedrich Nierzsche). Oggi, dopo che il Presidente della Repubblica ha ritentato di strigliare tutti quei ‘piccoli scolari’ eletti, sensibilizzandoli per cercare di renderli responsabili e maturi posso, e a buon diritto, anche alzare la voce perché se è vero che alla luce dei nostri occhi tutto è relativo è anche vero che con i se, i forse e i ma non si va mai da nessuna parte quindi mi permetto di porre a tutti un semplice quesito: perché i politici anche in questa tornata elettorale hanno nuovamente insistito nel mentire e nel falsificare la verità senza alcun altro scopo di arrivare a gestire quei famosi 550 miliardi di euro di entrate annuali dello Stato?
Alberto Nolli
(Soresina)

IL CASO
Nutrie, sorridiamo sulla nouvelle cuisine ma si sottovalutano i rischi per gli argini

Signor direttore,
mi offre lo spunto a scrivere questa lettera ciò che sul giornale di domenica lei definisce grave ma non serio: la nouvelle cuisine alla nutria. Trascuro il non serio e mi riferisco al grave. Veleggio verso gli 80 e ho presente un novembre 1951 in cui, ragazzo di Vicobellignano, tenevo aperti sacchi per mio padre che li riempiva di badilate di terra. Si allestiva una difesa ad un fontanazzo che passava sotto l’argine di Po nella terribile piena e che, si paventava, poteva creare un franamento e un conseguente stagno disastroso nel ‘cucchiaio’ tra Casalmaggiore e Rivarolo Re. All’epoca il libro di lettura delle elementari portava la leggenda del bambino che salvava l’Olanda mettendo un dito a chiudere un buco nella diga... la cosa mi è sempre rimasta dentro. Tanto più poiché continuo ad abitare, ora in città, in zona bassa al piano terra... Ho per amico qualche valido operatore professionale in pubbliche istituzioni preposte alla difesa idraulica. Ho chiesto, senz’altro in modo naif, se con tutte queste nutrie che per loro natura bucano argini, c’è una parallela adeguata vigilanza. Le rassicuranti risposte davano per immotivata e fuori luogo la domanda, non c’era neanche bisogno di entrare nel merito. Ma credo sarebbe bene entrarci nel merito. Me ne convinco quando penso che la crepa del ponte di Casalmaggiore è stata vista da uno che ci passava sotto per caso oppure che si era messo un pezzetto di legno sotto il bullone al binario di Pioltello. Per farla breve sarebbe opportuno rendere pubbliche dirette informazioni su quantità e qualità di vigilanza, prevenzione, manutenzione della sicurezza nelle varie arginature che regolano e difendono il nostro territorio. Ci sto a figurare come esagerato in questa preoccupazione ma ho presenti certi insegnamenti, a non dare per scontato niente in questa materia, di esperti che ho avuto la fortuna di conoscere come gli ingegneri Della Luna e Salvadori.
Scrivo questa mia anche se spero, anzi voglio essere certo, di fare una brutta figura e che mi si mostrerà come abbia posto preoccupazioni del tutto fuori luogo perché il problema è sotto controllo... indipendentemente dalla cucina.
Giuseppe Azzoni
(Cremona)
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In diverse occasioni ho scritto dei rischi a cui lei fa correttamente riferimento. La questione è certamente sottovalutata e il taglio ai fondi stanziati per frenare la diffusione delle nutrie ne è la prova più evidente.

LA POLEMICA
Per fare ‘buona politica’ bastano poche regole
Signor direttore,
ieri ero al bar del mio paese quando ad un tratto una discussione tra alcune persone stava prendendo una brutta piega. Il soggetto di quella discussione era: ‘È mai possibile che ancora non si riesca a formare un governo’. A questo punto ho riflettuto un momento. Io penso di non essere il solo che non ha potuto studiare, perché una volta c’era un’altra mentalità su chi doveva frequentare le scuole superiori. Ossia la strada era aperta a chi era portato a studiare, per gli altri finite le scuole medie dovevano andare a lavorare e così è stato per me. Comunque voglio arrivare a dirle quello che mi è passato per la mente ieri:
1) chi sceglie di fare il politico deve essere convinto che una volta eletto andrà a Roma solo per fare l’interesse del popolo.
2) Io quando ho iniziato a lavorare a Milano, dovevo pagarmi l’abbonamento dell’autobus, del treno, dei tram, inoltre il pranzo a mezzogiorno. Perciò i politici perché hanno tutto pagato?
3) Ora sono in pensione, ma sa quanti anni di contributi ho dovuto versare? E non come i nostri politici che dopo neanche un mandato hanno già un vitalizio.
4) Forse questo non c’entra con la politica ma... ‘i miei genitori mi hanno sempre detto: quando alla sera vai a letto fatti un’esame di coscienza e rispondi a questa domanda: sei a posto con la tua coscienza? Non solo ma un giorno una cara famiglia che aiutavo mi ha detto: ‘Signor Giuseppe cosa possiamo fare per sdebitarci con lei’?. Io ho risposto subito: ‘Non permettetevi mai più di dirmi una cosa del genere, perché se c’è uno che si sente in debito, quello sono io, perché la più bella cosa per una persona è quella di essere utile al prossimo e questa è la più grande ricompensa’.
5) La nostra bandiera ha tre colori, perciò agli italiani bastano tre partiti, uno con le sue idee ‘rosse’ l’altro con le sue idee ‘bianche’, il terzo che fa da mediatore, ovvero colui che si intromette fra due parti per facilitare un accordo tra esse.
Potrei anche dire altre cose, ma penso che ciò che ho scritto basta: chi vuol capire, capisce. (...)
Giuseppe Caffi
(San Bassano)

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