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Lettere al Direttore del 10 Maggio

Annalisa Araldi

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aaraldi@publia.it

12 Maggio 2018 - 07:00

Lettere al Direttore del 10 Maggio

Hanno molte idee in comune
M5s, Lega e FdI un partito al 54%
Gentile direttore,
le direzioni di Fratelli d'Italia, Movimento 5 stelle e Lega hanno i medesimi programmi riguardo matrimoni gay e adozioni, immigrazione e unione europea. Non si vede perché non fonderli assieme per dare vita ad un partito del 54%.
Silvio Pammelati
(Roma)

I partiti hanno fallito
E se il governo neutro fosse la soluzione?
Signor direttore,
e se la scelta giusta e definitiva per gli italiani fosse un governo neutro che abbia a cuore sinceramente il bene di tutti i cittadini, senza alcuna spinta lobbistica o interessi di parte o clientelare? E senza interferenze esterne e internazionali? Sarebbe questa la soluzione ottimale, ineguagliabile per i partiti, dopo averne constatato le divisioni e l’immaturità?
Claudio Maffei
(Fasano del Garda)

Castelponzone è un gioiello
‘Borgo in fiore’ bella manifestazione
Caro direttore,
le scrivo perché voglio congratularmi con gli abitanti di Castelponzone per la bellissima manifestazione da loro organizzata denominata ‘Borgo in fiore’. Avete un piccolo gioiello di paese, molto caratteristico coi suoi portici, che è stato allestito con eleganza, raffinatezza e semplicità. Bravi!
Complimenti alla mente e alle braccia dei volontari, alle attività che si trovano sotto i portici, a tutti quelli che hanno lavorato, a chi ha esposto e a tutti quelli che sono andati volentieri a visitare la manifestazione.
Graziella Venturini

Un aiuto a Cavacurta
Casa famiglia di Papa Giovanni XXIII
Gentile direttore,
desidero ringraziare quanti stanno aiutando la casa famiglia di Papa Giovanni XXIII di Cavacurta. In questi mesi stiamo infatti cercando un’altra casa per questa bella famiglia, aperta a tutti coloro che hanno bisogno, poiché, dopo 18 anni, è scaduto il contratto d’uso gratuito. La diocesi di Lodi ha comunque concesso alla nostra casa famiglia di poter continuare ad abitare presso la casa parrocchiale di Cavacurta fintanto che non troveremo un’altra struttura adatta ai bisogni «speciali» di questa grande famiglia. Un grazie di cuore a tutti coloro che ci hanno sostenuto e a chi lo farà in futuro.
Giovanni Paolo Ramonda
(Presidente comunità papa Giovanni XXIII - Cavacurta)

Quanti ricordi
Facevo parte del club dei ‘nati stanchi’
Signor direttore,
a pochi giorni dalla festa del lavoro, ricordo paradossalmente il club dei ‘nati stanchi’ di cui facevo parte e di cui conservo una foto scattata davanti ad un casotto di legno scalcinato che si trovava dietro l’unico campo da tennis della vecchia società canottieri Eridanea, in cui riconosco: Stefano poi apprezzato psichiatra, Alessandro diventato poi chirurgo all’ospedale di Cremona, Giorgio poi segretario comunale, Stelvio in seguito direttore della Banca Popolare di Casalmaggiore che porta sulla spalla una sdraio, simbolo del club, e infine Claudio sonnolento e sdraiato, diventato poi geometra comunale. Avevamo anche una canzone in voga a quei tempi, che diceva: «Sono stanco, tanto stanco, sono stanco da quando son nato son stanco mi voglio seder. Sono stanco d’esser bianco, la mia faccia voglio tingere di ner. Voglio un cuscino di piuma, tre materassi di lana, voglio una bella bambina che canti una nenia per me, voglio una stanza a tre letti, voglio che stian tutti zitti, voglio un tegame di gnocchi e qualcun che m’imbocchi perché... sono stanco». ecc. ecc. La realtà ha dimostrato che non di stanchezza si trattava, ma che ognuno si riposava in previsione delle responsabilità che avrebbe assunto in seguito.
Ernesto Biagi
(Casalmaggiore)

Polemica a Vaiano
Da sempre guardiamo ai programmi
Egregio direttore,
il centrodestra ha iniziato una polemica con noi e alla nostra replica risponde di guardare ai programmi. E’ quello che abbiamo sempre fatto. Invece Calzi solo ora esce dal letargo e dal silenzio assordante quando il vicesindaco reggente della ‘Lista Calzi’, ripetiamo ‘Lista Calzi’, aveva detto alla stampa in pompa magna che entro aprile tutto il viale dei tigli sarebbe stato raso al suolo. Davide Calzi della dinastia Calzi (sembra di essere in Corea del Nord) con un linguaggio paludato tipico degli ex democristiani riciclati in Forza Italia si accorge solo ora che ci sono anche i programmi. Uno di questi per noi, e lo diciamo da tempo, è la salvaguardia del viale dei tigli dalle ruspe del centrodestra. Gli ambientalisti sono per sostituire le piante malate (nove su 42) ma salvaguardare il resto e procedere ad una riqualificazione non solo del viale ma anche dell’attigua area, ex industriale, dismessa. Calzi ha finora taciuto di fronte alle avventate dichiarazioni del sindaco reggente della ‘Lista Calzi’. E’ il momento che si dia una mossa e dica chiaramente ai vaianesi se nel suo programma c’è la condivisione del proposito dell’attuale vice sindaco reggente di radere al suolo il viale o meno. A noi non interessano le beghe anche se rispondiamo sempre alle critiche altrui, come quello arrogante del Baldassarre. Noi parliamo di programmi. Da sempre. Calzi invece sul viale dei tigli ma mostrato solo sudditanza nei riguardi delle uscite avventate del suo vicesindaco reggente. Che prenda posizione!
Andrea Ladina
(Candidato sindaco di Vaiano democratica e ambientalista)

La storia e i suoi segreti
Scritta dai vincitori col sangue dei vinti
Egregio direttore,
le leggi internazionali di guerra, firmate anche da Inghilterra e Stati Uniti d’America già prima della seconda guerra mondiale, vietavano espressamente i bombardamenti aerei su obiettivi civili.
Contrariamente a quanto si vuole fare erroneamente e di proposito credere, il primo bombardamento su capitali europee, fatto su obiettivi civili e quindi con intento terroristico, fu quello inglese su Berlino del 19 agosto e dei primi di settembre del 1940 mentre quello su Londra del 6 settembre 1940 fu una rappresaglia.
La storiografia ufficiale addebita al bombardamento di Coventry (novembre 1940 e quindi dopo quelli su Berlino) l’incarnazione del bombardamento di tipo terroristico, tanto da inventarsi, per esprimere tale concetto, il sostantivo ‘Coventryzzazione’, ma non registra che a Coventry vi furono 380 vittime civili mentre ignora quasi completamente i bombardamenti anglo-americani di città tedesche come Wuppertal (5.200 morti), Heilbronn (7.000 morti), Darmstadt ( 12.300 morti), Kassel (8.000 morti) Pfozheim (20.000 morti), Amburgo e Berlino (100.000 morti) e di Tokyo (84.000 morti).
Senza contare Dresda (100.000 morti civili) e Hiroshima (71.379 morti civili) ( fonte: ‘Apocalisse 1945’ di D. Irving, Ediz. 7° sigillo).
Quindi, senza contare i successivi bombardamenti terroristici in Vietnam, in Serbia, in Kosovo, in Afganistan e in Iraq, si può tranquillamente affermare che, in base alle leggi internazionali di guerra, gli inglesi e gli americani sono stati e sono criminali di guerra.
Solo le sorti della guerra hanno fatto si che fossero tedeschi e giapponesi ad essere giudicati e impiccati per ‘crimini di guerra’ mentre le stesse colpe e anzi anche molto più pesanti, potevano essere imputate anche agli anglo-americani..!
‘La storia è una costruzione culturale e politica’ come disse recentemente il giornalista Galli della Loggia e noi aggiungiamo che la scrivono i vincitori con il sangue e le sofferenze dei vinti!
Alessandro Mezzano
(Cremona)

Tra furbi e imbecilli
La loro è la madre più prolifica
Signor direttore,
mi hanno detto che la madre degli imbecilli è sempre incinta e che la madre dei furbi è sempre in sala parto. Visto il notare che con più uno è imbecille con più si pensa ‘furbo’, non è che per caso la ‘madre’ sia la stessa? O sbaglio.
Pietro Ferrari
(Cremona)

Una storia travagliata
L’età da ‘definire’ dell’Ac Crema 1908
Egregio direttore,
sento parlare di una festa per i 110 anni di vita dell’Ac Crema 1908. A me pare, ma potrei sbagliarmi, che l’Ac Crema disputò l’ultimo campionato nella stagione 1994-95, poi non fu più iscritta a nessun campionato. Fu fondato il Nuovo Crema che ancora esiste e mi pare abbia appena vinto il torneo di Seconda Categoria. Dell’Ac Crema si tornò a parlare soltanto 11 anni dopo, nell’estate del 2006, quando riprese l’attività grazie all’Aurora Ombriano che cambiò la propria denominazione in Ac Crema 1908. Può confermare queste mie informazioni, oppure correggerle se sono sbagliate?
Paola Biscaldi
(Crema)
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Proprio ieri sono stati festeggiati i 110 anni della fondazione dell’Ac Crema 1908. La sua ricostruzione è corretta per quanto riguarda date e passaggi, ma ciò non toglie che l’Ac Crema 1908 c’è sempre stata, è sempre esistita, anche se per molte stagioni ha calcato i campi delle categorie inferiori.

Siamo ridotti male
Con la par condicio litigioso ‘parco buoi’
Caro direttore,
lo sostengo da tempo ma lo ripeto. La cosiddetta ‘par condicio’ ci ha resi un litigioso ‘parco buoi’!
Massimo Rizzi
(Cremona)

IL CASO
C’è totale ‘copertura legislativa’ all’azione per contrastare le nutrie
Caro direttore,
sulla ‘questione nutrie’ ha ragione lei e torto marcio il neo Assessore regionale all’agricoltura. Il quale peraltro afferma cose prive di fondamento.
E’ dal 2002 che seguo intensamente la vicenda, lavorando per una soluzione che contrasti questo autentico flagello. In quell’anno, con altri colleghi Consiglieri, fui promotore della prima legge regionale di contenimento della nutria. Lo stanziamento fu di soli 150mila euro perché la Giunta regionale si oppose ad uno maggiore. A seguito dell’azione mia e del collega Rossoni, l’anno dopo lo stanziamento salì a 600mila euro. Negli anni successivi la Giunta ridusse le risorse a 250mila euro. Sempre su iniziativa mia e di Rossoni nel 2008 le risorse risalirono a 550mila euro. Poi calarono nuovamente e oggi siamo pressappoco alla misera cifra iniziale. Questa la storia delle risorse contra nutrie.
Vengo ora ai provvedimenti. Dopo la legge regionale del 2002, che operava in un contesto legislativo nazionale governato dalla legge sulla caccia, vi è stato un lungo sonno legislativo. La legislazione in essere non bastava. Tant’é che le azioni di abbattimento dell’animale erano continuamente contrastate, le ordinanze dei Sindaci puntualmente impugnate presso i Tar e da questi regolarmente annullate. Su istanza delle Associazioni agricole e dei gestori dei Consorzi di bonifica si è convenuto che operare nell’ambito della legge sulla caccia non era efficace. Perciò nel 2014 ho fatto inserire nel decreto Competitività un emendamento che assimila le nutrie alle specie nocive.
A seguito di ciò la Regione, su iniziativa dei Consiglieri Alloni e Malvezzi ha aggiornato la propria legge. Il Governo impugna la legge sul punto che non ritiene spetti alla Regione dare disposizioni alle Prefetture. La Corte Costituzionale respinge il ricorso interpretando la legge regionale non come obbligo alle Prefetture bensì come invito a partecipare ai tavoli provinciali di lavoro specifico e sancisce il legittimo uso delle armi per l’abbattimento della nutria proprio perché classificata come specie nociva. In tal modo stabilendo di fatto la diretta competenza regionale sull’azione di contenimento delle nutrie. A ulteriore supporto all’azione di contenimento nel 2015 ho fatto inserire nel decreto Ambiente la norma secondo cui la nutria è contrastabile in ogni modo, sia come animale nocivo sia come fauna selvatica. Risulta del tutto evidente la totale copertura legislativa all’azione anti nutria. Dunque, quanto scrive l’Assessore regionale non corrisponde alle normative esistenti. Prova ne sia che la Regione Emilia Romagna ha operato e sta operando coi piani di abbattimento.
La polemica sui fondi contro il randagismo è fasulla e irresponsabile. Per eccesso sarebbe come se per debellare la lebbra si sottraessero risorse contro la peste. La verità è che neppure ottime leggi funzionano se mancano di risorse adeguate. La verità è che la Regione Lombardia, a differenza di altre, non s’impegna adeguatamente nella lotta alle nutrie. La verità è che le risorse regionali sono passate da 600mila euro a 200mila.
Anziché polemizzare l’Assessore regionale stanzi risorse adeguate e vedrà che le Nutrie caleranno. Compete a lui, non ad altri.
Luciano Pizzetti
(Deputato, Sottosegretario Presidenza del Consiglio)
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La ricostruzione, puntuale e ricca di dettagli, di quanto fatto in questi anni a livello legislativo non lascia spazio a interpretazioni. È evidente che ogni legge - o comunque ogni normativa - se non viene accompagnata da risorse economiche adeguate fatica a decollare. Ora tocca alla Regione fare fino in fondo la sua parte.


LA POLEMICA

Lo Stato deve ammodernarsi, dopo 70 anni servono nuove regole
Signor direttore,
per risolvere i problemi della politica si deve rivedere e riformare la Costituzione, questo deve essere fatto nel più breve tempo possibile e con la massima urgenza; da quando è stata scritta la Costituzione sono passati 70 anni, in tutti questi anni vi è stata una evoluzione generazionale che ha cambiato di molto il nostro sistema di vita cambiando tantissime cose tra cui il modo di vivere e le nostre abitudini trovandoci di fronte ad un cambiamento storico epocale della nostra bella Italia.
Tale situazione deve essere affrontata politicamente con la massima attenzione, capacità e determinazione, rivedendo tutto il sistema amministrativo dello Stato, la posizione di tutti quei dirigenti amministrativi che sono da più di mezzo secolo diventati come dei malati cronici, insediati nei posti di potere dello stato ma stanno sempre nell’ombra.
Sono cambiati i governi, i ministri ma i dirigenti di settore sono sempre quelli! Eliminare la figura del presidente della Repubblica nella sua veste costituzionale che ci costa di più di un monarca ma che non serve a niente; il suo compito è quello di difendere e fare rispettare la Costituzione, si deve cambiare creando una repubblica presidenziale, il presidente deve essere eletto dal popolo quindi con espressione popolare, non deve più essere eletto dalla politica.
Il presidente della repubblica eletto deve avere funzioni di capo dello Stato e di governo, eliminando tutto quell’apparato burocratico che tiene in ostaggio la vera democrazia dello Stato, credo che questa sia l’unica soluzione democraticamente percorribile per poter dare stabilità alla nazione, liberandoci da un assurdo regime disfattista legato ad una democrazia fasulla basato sull’ambiguità e sull’ipocrisia!
Chi aspira a diventare deputato deve essere politicamente preparato e capace in materia, fare il deputato non deve essere considerato un mestiere ma è un mandato di fiducia che deve essere considerato una missione, dando riscontro agli elettori che ti hanno dato fiducia, i deputati non devono superare più di due o al massimo tre mandati, non devono fossilizzarsi facendo il deputato cronico a vita!
Con l’attuale situazione politicamente parlando non si è trovato ancora il filo della matassa, quindi l’attuale presidente della Repubblica deve creare un esecutivo equilibrato di transazione fissandole una scadenza, nel frattempo tale esecutivo di governo deve essere in grado di fare cose di estrema importanza tra le quali di rivedere e di riformare la Costituzione in modo di poter cambiare facendo ciò che sarebbe giusto ma che con l’attuale Costituzione non è possibile fare, cambiare quella vergognosa legge elettorale che è stato partorita ma si è trasformata in aborto fatto di proposito, essendo coscienti di ciò che veniva fatto in un modo irresponsabile ed inaccettabile!
Poi di conseguenza si deve ritornare nuovamente a votare con il semplice sistema; deve governare chi prende più voti anche uno in più dell’avversario, inoltre bisogna democraticamente imporre agli elettori di andare a votare: chi non va a votare verrà punito con sanzioni amministrative; è inutile continuare a lamentarsi e non compiere il proprio dovere da cittadino civile! Diversamente i deputati eletti vengono pagati con denaro pubblico quindi creando un danno economico allo Stato e continuando a fare niente ma solo danni! (...)
Franco Nico Ranzenigo
(Segretario Movimento politico Patrioti d’Italia - Cremona)


Ne parlo con...


‘Verità’, una parola pesante

Ha un significato molto impegnativo
Signor direttore,
leggo sulla pagine delle lettere al giornale la risposta che Leoni, ex Sindaco di Gussola, ex assessore Provinciale di Cremona ai lavori pubblici e attualmente vicesindaco del comune di Casalmaggiore: ‘Ecco la mia verità, su via Roma’. Verità è una parola molto impegnativa che ha delle conseguenze, si può sostenere che quello che si dice o si scrive è la pura verità, qualcuno sostiene che ha la verità in tasca, ma poi alla fine sono i fatti a vanificare tale impatto, sono i fatti visivi che messi a confronto con le parole e gli scritti decretano il vero e il falso.
Non mi è mai piaciuto polemizzare, ho sempre cercato di fare la mia parte sia da consigliere di maggioranza che di minoranza, il mio comportamento ho cercato che fosse sempre lineare, ho sostenuto posizioni diverse anche quando ero in maggioranza, ad esempio la mia posizione sulla contrarietà alla TiBre, non sostenuta da tutto il gruppo dell’allora maggioranza di cui facevo parte. Opera costosa e dannosa per il territorio, che non avrebbe portato dei benefici positivi. (...)
Oggi Leoni sostiene che le strade si danneggiano perché passano carichi pesanti, questo a causa della mancata realizzazione del TiBre. Gli chiedo come mai la strada che ha più cedimenti è via Roma e la parte di quel pezzo di strada che ha dei problemi è quella interessata dalle fognature rifatte 14 anni fa, mentre l’altra metà della strada non interessata alla modifica del fondo si può sostenere ed è visibile che essa presenta molti meno problemi, mentre sulle vie XX Settembre e 13 Martiri, una a nord e una a sud di via Roma dove passa il medesimo traffico, e nel sottosuolo hanno fognature costruite oltre 40 anni fa, non hanno questi cedimenti. Non è che in questi tratti i veicoli volino. Basterebbe solo questo confronto per dire che quella di Leoni è una falsa verità.
Sicuramente il progettista sapeva che stava impostando il lavoro per una fognatura importante e di una strada ad alto scorrimento. Sapeva che non stava progettando un campo da golf. (...)
Inoltre leggo che Leoni sostiene che presso gli uffici comunali sono depositati degli studi fatti in merito alla complessità delle fognature di Gussola. Da consigliere comunale ho fatto richiesta per anni di questi studi, ma non mi sono mai stati consegnati. Come mai?
Confido che l’attuale Amministrazione Comunale ponga a Leoni alcune domande nel merito ed insieme dia anche delle risposte a quella che Leoni giudica la sua verità. (...)
Sante Gerelli
(Sinistra Italiana Gussola)



Signor direttore, facendo un giro lungo il Morbasco, nella zona del Bosco ex Parmigiano, ho visto questa scena: la pianta caduta nel corso d’acqua forma uno sbarramento per i rifiuti che già si stanno accumulando.
Lorenzo G.
(Cremona)

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