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CORONAVIRUS. IMPATTO SOCIALE ED ECONOMICO

Covid, conto salato per gli immigrati su occupazione e redditi

Rapporto 2021 di Fondazione Moressa: ma il dinamismo imprenditoriale si conferma un segno distintivo e i dati lo confermano

Giacomo Guglielmone

Email:

gguglielmone@laprovinciacr.it

17 Ottobre 2021 - 06:05

Covid, conto salato per gli immigrati su occupazione e  redditi

CREMONA - Sono gli stranieri a pagare il prezzo più elevato di questi venti mesi di pandemia. Lo dicono i numeri contenuti nel Rapporto Annuale 2021 della Fondazione Leone Moressa, presentato alla Camera dei Deputati.

A livello nazionale, dei 456 mila posti di lavoro persi nel 2020, un terzo riguarda cittadini stranieri. In calo soprattutto quelli occupati dalle donne (-10,0%). Di pari passo, però, si registra una costante vitalità degli stranieri sul fronte del «fare impresa». Gli imprenditori stranieri, sempre nel 2020, sono aumentati del 2,3%.

IN PROVINCIA DI CREMONA. Il rapporto fotografa anche la situazione in provincia di Cremona, comparata con le altre province lombarde. Due le variabili esaminate nel dettaglio: la quota di imprenditori stranieri e il numero di contribuenti nati all’estero e relativo reddito. Il rallentamento registrato a livello nazionale trova ampie conferme a livello nazionale. Nel 2020 in provincia di Cremona si trovavano 3.827 imprenditori stranieri, il 9,5% del totale. Nel decennio tra il 2011 e 2020 l’incremento è stato impressionante: +21,6% mentre tra il 2019 e il 2020 l’incremento è stato del 2,5%. A livello regionale Lombardia gli imprenditori stranieri sono 157.434, l’11,6% del totale. Tra il 2011 e il 2020 sono aumentati del 33%, tra il 2019 e 2020 del 2%.

La provincia lombarda in cui si è registrato il maggiore incremento di imprenditori stranieri è quella di Milano (in tutto 84 mila) : +47,9% nel decennio 2011-2020 e +1,8% tra il 2019 e 2020. Subito dietro la provincia di Monza e Brianza, che fa registrare +45,2% nel decennio e un sorprendente +4,2% (oltre il doppio della media regionale) tra il 2019 e 2020. Se si sposta lo sguardo su redditi e contribuenti il conto presentato dal Covid appare ancora più concreto. La provincia di Cremona nel 2020 ha avuto 29.825 contribuenti stranieri, il 3,4% del totale regionale. Il rapporto tra contribuenti stranieri e totale contribuenti è pari all’11,3%.

Il reddito medio dei contribuenti stranieri è di 15.430 euro, 8.830 euro in meno rispetto al reddito medio dei contribuenti nati in Italia. A livello regionale i contribuenti sono 889.282, il rapporto tra contribuenti stranieri e totale dei contribuenti tocca il 12,2% (poco meno di un punto superiore rispetto alla provincia di Cremona); il reddito medio dei contribuenti stranieri ammonta a 16.960, 10.020 in meno rispetto al reddito medio dei contribuenti nati in Italia.

La provincia lombarda che presenta il reddito medio dei contribuenti stranieri più elevato è quella di Milano con 18.450 euro (13.250 in meno rispetto al reddito medio dei contribuenti italiani residenti in quella provincia). La provincia con il reddito medio dei contribuenti stranieri più basso è quella di Sondrio, con 13.950 euro. Sondrio è anche la provincia Lombarda con il più basso differenziale tra il reddito medio degli stranieri e il reddito medio degli italiani (7.630 in meno).

I PRECARI PIU' A RISCHIO
La crisi Covid finora ha colpito soprattutto i lavoratori precari e le filiere caratterizzate da ampio utilizzo di lavoro stagionale (esempio turismo, agricoltura). Per questo, gli stranieri hanno subito una perdita del tasso di occupazione (-3,7 punti) molto più forte rispetto a quella degli Italiani (-0,6 punti). Nonostante questo, gli stranieri producono il 9% del Pil e risultano determinanti in molti settori.

LA NATALITA' IN CALO
Dopo i forti aumenti dei primi anni 2000, la popolazione straniera in Italia è sostanzialmente stabile dal 2014.
Oggi gli stranieri residenti sono 5 milioni, l’8,5% della popolazione (e superano il 10% in molte Regioni). Tuttavia, da 10 anni cala la natalità e nel 2020 è aumentata la mortalità (effetto Covid). Il saldo migratorio (differenza arrivi-partenze) è ancora positivo, ma a livelli più bassi che in passato. Si assiste anche al crollo degli ingressi per lavoro.

LA MANNAIA SUL LAVORO
I lavoratori stranieri sono i più colpiti dall’emergenza Covid. Gli occupati stranieri in Italia nel 2020 sono 2,35 milioni, in calo (-6,4%) rispetto al 2019 (per gli Italiani la variazione è stata -1,4%). Per la prima volta, quindi, il tasso di occupazione degli stranieri (57,3%) scende al di sotto di quello degli italiani (58,2%).
A livello territoriale, il tasso di occupazione è diminuito maggiormente nel Nord Ovest (-5,3 punti) e nelle Isole (-7,0 punti). Al Nord Est, invece, si è registrata la più alta diminuzione nel tasso degli italiani (-1,3 punti).

L'ESPANSIONE DELLE IMPRESE
L’imprenditoria immigrata non conosce crisi. Il Covid non ha fermato l’espansione di imprese a conduzione immigrata. Nel 2020 gli imprenditori nati all’estero sono 740 mila, pari al 9,8% del totale e in aumento rispetto al 2019 (+2,3%). Rispetto al 2011, i nati all’estero sono aumentati del 29,3%, mentre i nati in Italia hanno registrato un -8,6%. Le nazionalità più numerose: Cina, Romania, Marocco e Albania. L’incidenza maggiore nell’edilizia (16,0% degli imprenditori del settore).

L'IMPATTO FISCALE
I contribuenti stranieri sono 2,3 milioni: nel 2020 hanno dichiarato redditi per 30,3 miliardi e versato Irpef per 4,0 miliardi. Sommando le altre voci di entrata per le casse pubbliche si ottiene un valore di 28,1 miliardi. Dall’altro lato, si stima un impatto per la spesa pubblica per 27,5 miliardi. Saldo positivo: +600 milioni. Gli stranieri sono giovani e incidono poco su pensioni e sanità, principali voci di spesa pubblica. Ma lavori poco qualificati e poca mobilità sociale possono portare a un peggioramento della situazione.

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