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«Arte e creatività per coinvolgere tutti i cittadini»

La direttrice Ponti di Un SGD Action Campaign spiega la strategia del progetto. Dal 3 al 6 novembre l’intera città coinvolta nella riflessione sull’Agenda 2030

Nicola Arrigoni

Email:

narrigoni@laprovinciacr.it

30 Ottobre 2021 - 09:27

«Arte e creatività per coinvolgere tutti i cittadini»

CREMONA - «L’arte e la creatività sono in grado di spigionare una forza capace di trasformare e coinvolgere persone di ogni generazione e di diversi settori. L’arte e la creatività parlano al nostro cuore. Le emozioni abbattono i pregiudizi e ci portano in nuovi spazi, dove possiamo scoprirci più aperti agli altri. La curiosità e l’immaginazione sono motori importanti di cambiamento», afferma Marina Ponti, direttrice della campagna delle Nazioni Unite per gli obiettivi di sviluppo sostenibile.

Dostoevskij ha scritto che la bellezza salverà il mondo: possiamo cominciare a crederci?
«Mi piace citare Brecht che a sua volta scrisse: l’arte non è uno specchio su cui riflettere il mondo, ma è un martello con cui modellarlo. In questo senso l’Un Sdg Action Campaign cerca di promuovere il cambiamento sollecitando le emozioni e il sentire delle persone verso un modo diverso di intendere il mondo. Tutto parte dalla consapevolezza che i veri cambiamenti partono sempre dal basso, dai comportamenti individuali».

Tutto questo a Cremona come si è realizzato?
«Ciò che è accaduto a Cremona con la realizzazione del murale Concordia è molto interessante e soddisfacente».

Cosa intende dire?
«Gli artisti Marco Cerioli, Davide Tolasi e Mister Caos sono riusciti a concretizzare quanto si è detto fino ad ora a livello teorico. In Concordia sono rappresentate una serie di mani che si stringono l’una con l’altra, dimostrando la necessità di lavorare insieme per un obiettivo che sia comune e condiviso. Gli artisti hanno riflettuto sul diciassettesimo goal di Agenda 2030. Ma non si sono limitati a rappresentare questa necessità di cooperare, l’hanno messa in campo coinvolgendo le scuole, le associazioni, enti pubblici e soggetti privati».

Dal simbolico alla concretezza.
«Il simbolico ha creato un presupposto, l’occasione e la predisposizione a collaborare insieme, producendo qualcosa che visivamente comunica dei messaggi».

Perché la scelta è caduta sulla street art?
«Perché si tratta di una forma d’arte che permette di trasformare la realtà e lo spazio. La street art ha avuto in questi anni uno sviluppo molto interessante e soprattutto rappresenta uno strumento linguistico facilmente fruibile. Le persone di ogni formazione possono confrontarsi con la street art, per intessere un dialogo non bisogna entrare in un museo, il messaggio arriva diretto e soprattutto diventa parte stesso dell’ambiente urbano».

E torna la natura strumentale delle arti performative.
«Che non vuol dire ridurne l’importanza e la forza, ma anzi valorizzare quanto l’arte e la creatività sanno fare: parlare al sentimento, al cuore veicolando messaggi. Alla fine il nostro obiettivo è quello di indurre cambiamenti che partano dalla consapevolezza di ognuno. Questo può accadere se questi cambiamenti ci riguardano da vicino».

E come può accadere tutto questo?
«Molto spesso la riqualificazione artistica di spazi e o edifici migliora la vita sociale del quartiere o della città in cui l’opera d’arte è inserita. In questo senso l’arte trasforma e cambia, in questo senso l’arte può aiutarci a veicolare il messaggio dei 17 SDG, ma per farlo dobbiamo lavorare insieme, cooperare e condividere un comune obiettivo, come ben mostra il murale Concordia».

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