Cerca

Eventi

Tutti gli appuntamenti

Eventi

LOMBARDIA

Caso camici, il governatore Fontana prosciolto

Cadono le accuse di frode in pubbliche forniture sul presidente della Regione. Moratti: «Piena onorabilità all’istituzione e a un uomo onesto»

Agenzia Ansa news

Email:

redazioneweb@laprovinciacr.it

13 Maggio 2022 - 17:57

Caso camici, Attilio Fontana prosciolto

Il presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana

MILANO - Il presidente della Lombardia Attilio Fontana è stato prosciolto «perché il fatto non sussiste» con altre 4 persone dall’accusa di frode in pubbliche forniture per il caso dell’affidamento nell’aprile 2020 da parte della Regione di una fornitura, poi trasformata in donazione, da circa mezzo milione di euro di 75 mila camici e altri dpi a Dama, società del cognato Andrea Dini. Lo ha deciso il gup di Milano Chiara Valori: «Ho sempre avuto fiducia nella giustizia», ha commentato Fontana. «Sono felice per la mia famiglia e per i lombardi».

«Esprimo soddisfazione per il proscioglimento del presidente Attilio Fontana. La decisione odierna del gup, affermando l’insussistenza delle accuse, conferma piena onorabilità all’istituzione regionale e a un uomo onesto» secondo la vicepresidente della Lombardia Letizia Moratti. «Il lavoro mai venuto meno per il bene dei cittadini lombardi - ha detto commentando il proscioglimento del governatore dall’accusa di frode in pubbliche forniture per il cosiddetto caso camici -, prosegue da oggi in modo ancor più incisivo e convinto». 

UNA RICANDIDATURA «PIÙ SERENA»

Fontana, ora libero dal peso di un processo (una sentenza che "sicuramente mi dà molta più serenità"), potrebbe correre ancora per la guida di Palazzo Lombardia. «Quando deciderò, convocherò
una conferenza stampa», si è limitato a dire. Mentre il ministro Giancarlo Giorgetti gli ha fatto gli auguri «per i prossimi 5 anni di sviluppo della Lombardia» con parole che sanno di endorsement. E sul punto è intervenuto anche il sindaco di Milano Giuseppe Sala, secondo il quale la sentenza «aggiungerà possibilità al fatto che Fontana si ricandidi». Intanto, Pd e M5s fanno sapere che il verdetto non «modifica il giudizio politico» negativo su Fontana.


Il giudice, prosciogliendo tutti, ha deciso che non è necessario un processo nemmeno per Dini (avvocato Giuseppe Iannaccone), per Filippo Bongiovanni e Carmen Schweigl (avvocato Domenico Aiello), rispettivamente ex dg e dirigente di Aria, centrale acquisti regionale, né per Pier Attilio Superti (legale Pietro Gabriele Roveda), vicesegretario generale della Regione. Secondo l’aggiunto Romanelli e i pm Filippini e Scalas, in base al contratto del 16 aprile 2020 Dama avrebbe dovuto fornire alla Regione 75mila camici e altri 7mila set di dpi per 513mila euro. Quando emerse il conflitto di interessi (la moglie di Fontana aveva il 10% di Dama), gli indagati, per i pm, avrebbero tentato «di simulare l’esistenza» dall’inizio «di un contratto di donazione» per i 50mila camici già consegnati, mentre la restante parte, 25mila pezzi, non arrivò più ad Aria. Da qui l'accusa di frode in pubbliche forniture con danno "all’interesse della pubblica amministrazione e ai cittadini».


I pm hanno scelto di replicare alle difese insistendo sul fatto che il movente della presunta frode sarebbe stato quello di coprire lo scandalo del conflitto di interessi. Accuse poi cancellate dalla decisione del gup, sulla linea di quanto hanno sempre fatto notare i difensori: nessun illecito, bensì una fornitura che si è trasformata in donazione e che ha consentito alla Regione «di risparmiare 513 mila euro». Non c'è mai stata, per la difesa di Fontana, «alcuna gara, ma una offerta d’urgenza accettata come fornitura a pagamento» di dpi che poi «si è deciso di donare». Per togliere il presidente «dall’imbarazzo», come aveva raccontato Dini. I pm hanno ricostruito che Fontana avrebbe tentato di risarcirlo del mancato incasso con un bonifico di 250 mila euro da un conto svizzero. Conto su cui fu aperta un’inchiesta autonoma per falso in voluntary disclosure e autoriciclaggio archiviata, così come finì con l’archiviazione nel 2020 un’altra indagine per abuso d’ufficio. «Mi viene da dire meno male che non c'è Davigo a dire 'te la sai cavata per il rotto della cuffia'», ha chiosato il legale Pensa tornando sul proscioglimento. (ANSA)

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su La Provincia

Caratteri rimanenti: 400