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8 marzo 1963

Via Beltrami sotto inchiesta

È una delle strade più legate ad avvenimenti storici cremonesi

Annalisa Araldi

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aaraldi@publia.it

08 Marzo 2021 - 07:00

Via Beltrami sotto inchiesta

In una casa gentilizia nacque e morì S. Antonio Maria Zaccaria (1503-1539); in un palazzo ebbe sede l'I. R. Delegazione Austriaca - Un complesso di lavori edilizi ha portato alla ribalta il problema della conservazione delle facciate della case ultracentenarie

La semidiroccata facciata di un palazzo che un costruttore ha demolito in via Beltrami è stata oggetto di discussione e di curiosità tra le molte persone che si sono soffermate ed assistere alle operazioni di sventramento dell'interno del vecchio stabile.

Molti si sono chiesti se la Sovrintendenza poteva impedire l’abbattimento della facciata anche se non esisteva va sulla casa un vincolo vero e proprio.

La Sovrintendenza non aveva emesso nessun decreto di vicolo e nessun decreto di monumentalità per cui la casa era stata regolarmente acquistata libera da ogni impedimento d'ordine artistico e storico. Ma vi sono dei vincoli generali che sono chiamati «ambientali». La Sovrintendenza, per esempio, ha vietato ogni modifica alle facciate delle vecchie case di via Solferino: anzi, tempo fa, si era opposta perchè l'angolo ove è stato costruito il negozio di una grande ditta di stoffe venisse demolito per poter allargare l’inizio della stessa via Solferino. In questa strada esiste un vincolo ambientale, cioè c'è una «zona di rispetto» per non turbare la maestosità della piazza del Comune.

Un vincolo ambientale di questo genere è stato fatto anche in piazza Cavour per la facciata che guarda sulla medesima piazza.

In via Beltrami il vincolo è esclusivamente ambientale. Se qualche facciata dovesse essere totalmente demolita si verrebbe a perdere completamente questo «rispetto». L'abuso commesso dal costruttore secondo la Sovrintendenza, si è limitato a questa facciata che doveva essere tenuta in piedi, sia pure con qualche restauro. Il costruttore invece, in poche ore è arrivato a demolire la parte superiore. Sicchè si è salvato soltanto il piano terra con il caratteristico portone.

Ora il costruttore è stato invitato con un telegramma a interrompere le demolizioni della facciata e dovrà, a sue spese, rifare la facciata come era in origine.

Via Beltrami è una delle vecchie vie di Cremona, nelle immediate adiacenze del complesso architettonico di Piazza del Comune, già citata attorno al Mille. Si chiamava strada de Malumbris per la famiglia Malombra che abitava in fondo verso lo sbocco di via Platina. Successivamente venne chiamata contrada di S. Marta poiché sull'area ove ora sorge il palazzo Mina Bolzesi esisteva la chiesa di S. Marta con l'annesso monastero delle Angeliche. Nel nuovo comparto eseguito nel 1788 fu chiamata contrada Rippa d'Adda in quanto si riteneva, erroneamente, che anticamente in quel punto passasse il fiume Adda. Soltanto all'inizio di questo secolo la via venne dedicata a Beltrami, l'illustre matematico cremonese vissuto nella seconda metà del secolo scorso e al quale è pure dedicato l'Istituto tecnico per ragionieri e geometri.

In questa via abitarono illustri personaggi di Cremona che edificarono gli stabili, ancora visibili oggi, dalla architettura tipicamente lombarda nella quale è presente, in modo assai evidente, la decorazione in cotto. Nel periodo, poi, risorgimentale, ebbe una fama non certamente brillante in quanto nel palazzo d’angolo con via Platina ebbe la sua sede la Imperiale Regia Delegazione austriaca ove, si dice, molti cremonesi furono interrogati, torturati e incarcerati.

Ma in questa via ebbe a nascere ed a morire anche il Santo Antonio Maria Zaccaria. Queste schematiche notizie storiche possono essere sufficienti a giustificare l'intervento della Sovrintendenza la quale ha già disposto tutto un  piano per la conservazione di molte facciate di palazzi e di case della città. È già a buon punto, per esempio, il ripristino del palazzo Anselmi in via Cesare Battisti ore sarà salvata parte della facciata e lo scalone e sono allo studio il salvataggio delle facciate di altri tre palazzi.

Siamo arrivati, cioè, ad una nuora fase dell’attività della Sovrintendenza, attività che sarebbe continuata quasi in silenzio se non fosse avvenuto il fatto clamoroso di via Beltrami. In effetti ci sono molte case che andrebbero demolite ma ci sono, di contro, molte facciate che devono essere conservate per non cancellare del tutto i ricordi del passato storico e artistico della vecchia Cremona.

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