Cerca

Eventi

Tutti gli appuntamenti

Eventi

DA STOCCOLMA: IL VIDEO

Queen Silvia Concert Hall, l’osmosi fra il suono e l’architettura

È stato ufficialmente inaugurato il capolavoro dell'architetto cremonese Giorgio Palù dedicato alla regina di Svezia. Il taglio del nastro e il concerto inaugurale

Marco Bencivenga

Email:

mbencivenga@laprovinciacr.it

07 Giugno 2022 - 19:01

STOCCOLMA - L’hanno accolto e applaudito come una star, testimonial di tutto ciò che il “made in Italy” rappresenta agli occhi del mondo: genio, qualità, creatività. Impeccabile nel suo smoking nero (eleganza chiama eleganza…) davanti ai reali di Svezia Giorgio Palù ha trattenuto a stento l’emozione, oggi pomeriggio, ma ha evitato ogni forma di auto celebrazione: “Questa magnifica concert hall non è uscita dalla mia penna, ma è disegnata dalla musica”, ha scandito in inglese richiamando il principio ispiratore del suo progetto: l’osmosi fra il suono e l’architettura.

Giorgio Palù al fianco di Stefan Persson, figlio del fondatore e attuale presidente del colosso svedese dell’abbigliamento H&M e principale finanziatore del progetto


L’inaugurazione della Queen Silvia Concert Hall - in svedese Drottning Silvias Konsertal - è stata l’evento del giorno oggi a Stoccolma. Solo poche ore prima la Festa Nazionale aveva riempito la città di bandiere gialle e blu (gli stessi colori dell’Ucraina, ma con una stridente differenza: qui è un simbolo di festa e di libertà, mille chilometri più a est dell’orgoglio nazionale e della resistenza).


Durante l’inaugurazione della magnifica sala concerti “made in Cremona” nessuno ha sventolato la bandiera italiana, ma in fondo non era necessario, perché la scelta di un architetto italiano per progettare il nuovo Auditorium - fra i mille possibili candidati in tutto il mondo - già da sola ha testimoniato la fiducia riposta in Palù dalla Lilla Akademien e l’amore incondizionato degli svedesi per tutto ciò che è Italian style. I conflitti, fra noi e gli scandinavi, nascono solo quando si parla di politica, di diritti civili e di debito pubblico. Ma succede per colpa nostra, non loro. In ogni altro campo, l’ammirazione è totale, quasi incondizionata, come confermano le decine di insegne italiane che punteggiano il centro storico della capitale. Stavolta è toccato a Giorgio Palù suscitare meraviglia. E gli applausi convinti del Re Carlo XVI Gustavo - ancor più: gli occhi sognanti della Regina Silvia - hanno avuto più significato di mille parole: l’architetto premiato con il Compasso d’Oro Adi per aver progettato il Museo del Violino di Cremona ancora una volta ha centrato il bersaglio. Davvero suggestiva la nuova sala concerti “verticale” di Stoccolma, con il foyer nel punto più alto e, a scendere, un flusso sinosuidale di balconate, scale e poltroncine - giù, giù - fino al palco centrale, senza alcuna barriera fra l’orchestra e il pubblico. Nelle intenzioni del progettista un richiamo al nastro delle ginnaste di danza ritmica, nella percezione dal vivo una successione di onde quasi senza fine, come se il Mar Baltico e le isole dell’arcipelago di Stoccolma fossero entrate nell’auditorium per godersi un po’ di buona musica.

Giorgio Palù con il Re Luigi XVI Gustavo (primo a sinistra), Stefan Persson (il presidente di H&M e primo finanziatore del progetto). Al centro la moglie di Persson


A inaugurare la serie dei concerti che d’ora in poi risuoneranno nella concert hall progettata da Giorgio Palù sono stati gli allievi della Lilla Akademien diretti dal maestro inglese Mark Tatlow. Dietro le quinte Nina Balabina, direttrice russa del Conservatorio; fra il pubblico - al fianco del Re e della Regina, seduti tra i “comuni mortali” - Stephan Persson, presidente di H&M, il colosso svedese dell’abbigliamento, primo finanziatore del progetto. E Lars Drangel, ceo di Rambsbury Invest. Due file più sotto Gabriella e Paolo Sordi (il presidente di Italsinergie), arrivati da Cremona per l’occasione.


“Giorgio Palù ha usato cuore e cervello per creare questa sala concerti che sarà goduta da noi e dalle future generazioni”, ha commentato Emelia Gardemar, rettore del Conservatorio, esprimendo ammirazione e gratitudine. Più delle parole, però, a decretare il successo del progetto è stata la prova sul campo: una sala concerti può stupire a livello architettonico o emozionare dal punto di vista estetico, ma ciò che conta più di tutto è la sua resa funzionale. Come diffonde la musica. Con quale purezza la “restituisce” e amplifica. E la risposta si ottiene solo nel momento in cui viene usata per la prima volta. Le simulazioni al computer aiutano, ma la prova del nove si ha soltanto quando l’orchestra inizia davvero a suonare.

Il violino solista raggiunge le note più alte. Le mani del pianista scorrono vertiginosamente sui tasti bianchi e neri. Il coro sprigiona tutta la sua potenza. Palù e Marc Quiquerez - lo specialista dello studio Nagata Acoustic, già al suo fianco nella progettazione dell’ auditorium Arvedi di Cremona - hanno atteso il verdetto come due padri in ansia fuori dalla sala parto e l’esito è stato assolutamente positivo: la Queen Silvia Concert Hall è un luogo in cui la musica non si ascolta; si vive. “Palù ha lavorato con grande passione e quando ho suonato il
mio violino proprio al centro del palcoscenico ho percepito tutta la sua energia, per me un fattore ancora più importante dell’acustica”, ha raccontato a fine concerto Hugo Ticciati.


Qui a Stoccolma anche il Re ha una sala concerti a lui dedicata, la Kungasalen, ma ora sarà geloso della Regina perché la sua è molto più bella”, ha aggiunto Tatlow, scherzando, ma non troppo. E dopo tante emozioni a Palù è rimasta una sola parola a commento: tak. In svedese: grazie.

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su La Provincia

Caratteri rimanenti: 400