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CREMONAJAZZ: IL VIDEO

Paolo Fresu e Omar Sosa, il viaggio esplosivo di due giganti della musica

All’auditorium dell’MdV un concerto strepitoso, interrotto da ovazioni e accompagnato da battimani ritmici

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15 Maggio 2022 - 08:29

CREMONA - Sono mari impetuosi, schiumanti e talmente luminosi da far serrare forte gli occhi quelli solcati da Paolo Fresu e Omar Sosa in uno dei concerti più spettacolari fra quelli visti nel cartellone della rassegna CremonaJazz. Il duo, attesissimo per il concerto evento che ieri sera ha fatto registrare il tutto esaurito all’Auditorium del Museo del Violino, non ha deluso le attese di una sala stracolma e per circa due ore portata alla deriva, fra rispettosissimi silenzi, entusiasti battimani e vere e proprie ovazioni all’indirizzo dei due musicisti. La Sardegna di Fresu e l’isola di Cuba di Sosa, i suoni di due mondi e, in mezzo, una mare aperto di jazz. Lo spirito sofisticato dei due musicisti - capaci di immergere le mani in tradizioni musicali antiche e allo stesso tempo capaci di superare tempo e spazio - ha rapito fin dalle prime note la sala. Note che avrebbero lasciato presupporre un concerto tutto basato su musiche atmosferiche, rarefatte, cortocircuitate da inserti elettronici, ma che è repentinamente mutato in un caldo ballo acustico, spesso difficile da contenere nonostante la mancanza di vere e proprie percussioni sul palcoscenico (dove non arriveranno i click elettronici arriveranno le dita schioccate a comando di un pubblico dal senso del ritmo fuori dal comune).

Il pianista cubano Omar Sosa ringrazia il pubblico nell'Auditorium Arvedi del Museo del Violino

Eros mediterraneo è il brano che fa da apripista, un pezzo selezionato dall’ultimo lavoro in studio del duo - intitolato semplicemente Eros - e pubblicato quattro anni fa, dopo il debutto in accoppiata del 2012 intitolato Alma. Due album polimorfi e ricchi di musicisti, ieri sera a Cremona spogliati e ridotti ai minimi termini, portati in scena con i soli colori della tromba, flicorno ed effetti di Fresu e del pianoforte di Sosa. Due dischi che ieri si sono fatti specchi d’acqua di scorribande molto spesso votate all’improvvisazione pura, dove la tromba del jazzista sardo ha qua e là fatto trasparire il suo amore per Chet Baker nelle timbriche. E se nelle prime battute del concerto i due hanno fugacemente suonato all’unisono quello che è parso un fraseggio molto simile al cantato di A Love supreme di John Coltrane, la musica si è trasformata poco dopo in un altrove possibile dalla localizzazione impossibile.

Paolo Fresu impegnato al flicorno durante il concerto di CremonaJazz 2022

Atmosfere cariche di sapori noti e lontani, ma anche baluginanti di visioni sfocate e lontane, miraggi di coste assolate, profili insulari disegnati da corse veloci o da tenere ballad con un prodigioso interplay (o forse sarebbe più corretto parlare di semplice intesa fra naviganti di lungo corso). Nella scaletta fa capolino anche What Lies Ahead, il brano mai inciso da Peter Gabriel e pubblicato proprio dal musicista sardo, complice una dritta della moglie, grande fan dell’ex Genesis, come lo stesso Fresu ha raccontato in uno dei pochi momenti parlati dello spettacolo di ieri sera. Un concerto raffinatissimo, teso, e portato a termine con il cuore in gola: una magnifica esplorazione dei tanti possibili orientamenti e riorientamenti di patrimoni sonori dalla matrice etnica lontana, ma talmente espansi e trasfigurati da finire per essere oggi catalogabili come ‘oggetti musicali non identificati’.

E dopo la strepitosa esibizione di ieri sera, oggi inizia il conto alla rovescia per uno degli autori che meglio di chiunque altro in Italia sta incrociando jazz e canzone d’autore: Sergio Cammariere è atteso al Museo del Violino venerdì alle 21 con un super trio composto da Alfredo Golino alla batteria e Ares Tavolazzi al contrabbasso. Un’altra serata da non perdere.

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