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Incontro con Francesca Rigotti per il "Festival Filosofi lungo l'Oglio"

Tappa a Cremona per la manifestazione promossa dalla Fondazione Filosofi lungo l’Oglio

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23 Giugno 2022 - 18:45

Incontro con Francesca Rigotti per il "Festival Filosofi lungo l'Oglio"

Francesca Rigotti

Lunedì 27 giugno alle ore 21:00 ai giardini di piazza Roma si svolgerà la tappa cremonese del Festival Filosofi lungo l'Oglio.

 

L'appuntamento è con Francesca Rigotti, milanese classe 1951, si è laureata in Filosofia nel 1974.

È stata docente presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Göttingen, visiting fellow al Department of Politics dell’Università di Princeton e docente all´UZH. Attualmente è professoressa di Dottrine politiche presso l’Università di Lugano.

La sua ricerca è caratterizzata dalla decifrazione e dall’interpretazione delle procedure metaforiche e simboliche sedimentate nel pensiero filosofico, nel ragionamento politico, nella pratica culturale e nell’esperienza ordinaria.

È stata insignita del Premio Città di Chiavari (2001), il primo Premio al concorso di Filosofia Viaggio a Siracusa (2003), il Premio Capalbio di Filosofia (2008), il Premio Outstanding Woman Award (2016) e il Premio della Fondazione del Centenario della BSI – Banca Svizzera Italiana (2020), per il suo lavoro in ambito filosofico e per aver incrementato le relazioni di amicizia e di scambio culturale tra la Svizzera e l’Italia.

Tra le sue opere recenti: Il pensiero pendolare, Il Mulino 2006; Il pensiero delle cose, Apogeo 2007; Gola. La passione dell’ingordigia. I 7 vizi capitali, Il Mulino 2008; Asini e filosofi (con G. Pulina), Interlinea 2010; Partorire con il corpo e con la mente. Creatività, filosofia, maternità, Bollati Boringhieri 2010; La filosofia in cucina. Piccola critica della ragion culinaria, Il Mulino 2012; Senza figli. Una condizione umana (con D. Demetrio), Raffaello Cortina 2012; Nuova filosofia delle piccole cose, Interlinea 2013; Gli altri. Inferno o paradiso?, intr. e cura di F. Nodari, Massetti Rodella 2013; Un posto al sole. Filosofia di una soap opera, Mimesis 2013; Metafore del silenzio. Il silenzio per immagini, Mimesis 2013; Onestà, Raffaello Cortina 2014; Venire al mondo (con M. Veladiano), Il Margine 2015; Manifesto del cibo liscio. Per una nuova filosofia in cucina, Interlinea 2015; Una donna per amico. Dell’amicizia in generale e dell’amicizia delle donne (con A. Longo), Orthotes 2016; De senectute, Einaudi 2018; Migranti per caso. Una vita da expat, Raffaello Cortina 2019; Buio, Il Mulino 2020; Il filo del pensiero. Tessere, scrivere, pensare, Orthotes 2021; L’era del singolo, Einaudi 2021.

I suoi saggi sono apparsi su numerose riviste italiane e straniere.

Svolge un’intensa attività di consulenza editoriale e di recensione librari a, soprattutto per «Il Sole24Ore».

È Presidente della Giuria del Premio Internazionale di Filosofia/Filosofi lungo l’Oglio. Un libro per il presente membro del comitato scientifico del nostro Festival.
 

Il Festival Filosofi lungo l'Oglio è una manifestazione promossa dalla Fondazione Filosofi lungo l’Oglio che si svolge, dal 2006, in numerosi Comuni compresi tra le Province di Brescia, Cremona, Bergamo nei mesi di giugno e luglio. Ogni anno viene scelto un tema attorno al quale chiamare a discutere le figure più eminenti del pensiero contemporaneo. Di edizione in edizione si è assistito ad un incremento delle lezioni magistrali offerte ad un pubblico sensibile e in costante aumento.

La specificità che caratterizza questo Festival risiede nella peculiarità del suo format: non una tre giorni in cui concentrare gli appuntamenti, ma un arco di tempo che supera i 40 giorni, e che sembra fare proprio il tempo lento della provincia. Tempo prezioso in cui ascoltare le lezioni magistrali dei pensatori – tutte ad ingresso libero – , confrontarsi nei dibattiti che seguono gli incontri e, se così si può dire, far fruttare il tempo che separa un intervento dall'altro, per lasciare spazio all'antica ruminatio. Al ritmo temporale segue l'articolarsi «spaziale» del Festival: tra piazze, castelli, dimore signorili, cascine, sinagoghe, chiese, auditorium, teatri è il pensiero stesso a farsi nomade seguendo, idealmente, il percorso del Fiume Oglio, quasi si trattasse di un Vegliardo depositario di vetuste tradizioni che, nel ricordarci l'appartenenza alle nostre origini – una evocazione che si fa materia nella terra che esso stesso attraversa, separa, unisce, feconda, alimenta nelle opere e nei giorni di chi la coltiva – , ci chiedesse di fare memoria di quella fatica di cui è testimone, tramutandola nella fatica del pensiero. Fatica non meno ardua, ma che nella complessità del mondo in cui abitiamo sembra quasi un imperativo, una sfida da raccogliere. Da condividere. Da sostenere. E così ogni anno, dinnanzi al «Vegliardo», si recano illustri studiosi attorno ai quali fanno cerchio uomini e donne di buona volontà, capaci di «decidersi» nel-dare-senso-al-loro-tempo, sempre più ridotto da impegni professionali e familiari, ma non per questo insufficiente per prestare ascolto e ricorrere alla propria capacità critica nella partecipazione attiva alle lezioni. Si ha «fame» di contenuti, si avverte la necessità di incamminarsi sulla strada del Maestro. Si esprime un «bisogno» che connota la nostra stessa umanità e che non si accontenta di essere anestetizzato da proposte e format per lo più seriali, asettici, liquidi come la nostra società, direbbe Zygmunt Bauman.

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