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LA GUERRA DI PUTIN

Le fiaccole per la pace attraversano la città: «È la luce del mondo»

Lascia il segno la marcia partita dagli oratori di S. Agata, S. Abbondio e S. Pietro al Po. Il vescovo: «Gesù bussa anche alle porte del cuore di chi è violento e aggredisce»

Gianpiero Goffi

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redazione@laprovinciacr.it

04 Aprile 2022 - 09:44

CREMONA - Tre cortei silenziosi, alla luce dei ceri che ciascuno portava tra le mani, partiti dalle chiese di Sant’Abbondio, Sant’Agata e San Pietro al Po per convergere davanti alla Cattedrale. Ieri sera, sotto una pioggia sottile, divenuta via via più fitta, si è svolta la fiaccolata per la pace, in Ucraina e nel mondo, promossa dagli oratori cittadini (zona pastorale 3) «in questo momento drammatico e in questo tempo confuso», hanno scritto, nel presentare l’iniziativa, gli organizzatori. Ha preso il via dalle tre chiese dopo la proclamazione del Vangelo delle beatitudini nella versione di Matteo.

I tre gruppi di fedeli (tra loro anche il sindaco, Gianluca Galimberti) sono arrivati attorno alle 21,30 nella piazza del Comune, dove li ha raggiunti il vescovo, Antonio Napolioni. Breve la sua riflessione, partita dalle parole rivolte da Gesù ai discepoli: «Voi siete la luce del mondo». Anche le piccole luci sono potenti, ha commentato monsignor Napolioni, perché difendono da una tentazione e indicano una missione. La tentazione è quella di dividere il mondo in due, gli amici e i nemici, i figli della luce e i figli delle tenebre, mentre ogni bambino che nasce è il riflesso della luce di Dio. Stare dalla parte di chi soffre, ha proseguito, non è facile ma è ciò che Gesù ha fatto, e così facendo, bussa alle porte del cuore di chi è violento e aggredisce. La sua luce deve dare vita anche al ‘lucignolo dalla fiamma smorta perché nella coscienza di ciascuno cresca il no alla guerra e alla violenza’, e questa è la missione dei cristiani.

Il vescovo ha messo in risalto il valore del gesto esterno dei giovani, della loro preghiera e della loro ricerca della sorgente della luce «per trovare il coraggio di parole e di gesti onesti e intelligenti, attenti e consapevoli, che fanno una cultura di pace, perché il bene è vero quando è di tutti». Prima della benedizione, la preghiera conclusiva composta dall’arcivescovo di Napoli, Domenico Battaglia, fatta propria recentemente anche da papa Francesco: «Signore Gesù nato sotto le bombe di Kiev, morto in braccio alla mamma in un bunker di Kharkiv, mandato ventenne al fronte, Signore Gesù che vedi ancora le mani armate all’ombra della tua croce, abbi pietà di noi!». E ancora: «Quando avrai fermato la mano di Caino, abbi cura anche di lui. È nostro fratello. O Signore, poni un freno alla violenza! Fermaci, Signore!». 

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