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LA GUERRA DI PUTIN: CULTURA

Al Ponchielli: il mondo di Alice regala amore e bellezza

La compagnia di Kiev, tra teatro e arti circensi, diverte e incanta il pubblico. Ma l’atmosfera è surreale perché attori e ballerini sono in fuga dalla guerra

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04 Aprile 2022 - 10:21

CREMONA - All’ora di pranzo un pullman carico di acrobati e ballerini ucraini parcheggia in via Cesari, appena di fianco al Ponchielli, e lascia scendere decine di artisti dall’aria stanca per il viaggio e visibilmente pensierosa. Probabilmente pensano alla loro casa, alle loro famiglie. Un impiegato del teatro racconta che durante la telefonata di una delle artiste alla sorella rimasta a Kiev si sentivano in sottofondo i boati delle bombe. Poi una fila interminabile per entrare in teatro. La sala strapiena e con centinaia di bambini, il loro brusìo inconfondibile e colmo di gioia. Tutti in piedi per gli inni europeo e ucraino eseguiti dall’ensemble del Conservatorio Monteverdi.

È il quadro surreale che lega, con un certo imbarazzo, la guerra e l’arte. Da una parte la morte, dall'altra il pieno trionfo della vita. Nelle ultime settimane chi è salito su un palcoscenico ha potuto conoscere quello strano disagio che si crea a recitare, cantare e sorridere mentre a pochi passi da noi scoppiano le bombe. Eppure l’essenza dell’arte e del teatro sta proprio qui: nella pace, nel ricercare la bellezza quando sembra introvabile. Il teatro Ponchielli si unisce alla rete di solidarietà a cui i molti teatri italiani hanno dato vita, ospitando lo spettacolo del Circus-Theatre Elysium. La compagnia ucraina aveva iniziato il proprio tour in Europa proprio pochi giorni prima dello scoppio della guerra nel loro Paese. Ora, grazie all’accoglienza offerta dai teatri del Belpaese, può continuare la sua tournée. Non un semplice gesto simbolico, dunque, ma un aiuto concreto, che permette al Circus-Theatre Elysium di continuare a esibirsi e che sostiene direttamente il popolo ucraino, dato che parte del ricavato dello spettacolo verrà destinato a soccorsi umanitari.

Così, Alice in Wonderland si rivela uno spettacolo incredibilmente emozionante, perché infonde innanzitutto un grande messaggio di pace e speranza, veicolato dall’arte. Non solo, dal punto di vista tecnico, gli artisti dell’Elysium sembrano esprimere il loro dolore e quello del loro popolo (ma anche di tutto il mondo tormentato dalla guerra) con i loro corpi, con la danza, con le acrobazie, con una dedizione e una concentrazione difficile da mantenere quando la propria testa è inevitabilmente invasa dallo spettro della guerra. Lo spettacolo ha saputo divertire e affascinare il pubblico di tutte le età grazie alla storia della compagnia che l’ha messo in scena, ma anche rievocando il mondo fantastico di Alice in una grande interpretazione circense che unisce il teatro acrobatico, la recitazione e la danza, il tutto nella cornice di uno scenografia che si avvale di tecniche 3D di grande effetto. Una storia di magia, amore e mondi fantastici, quella di Alice.

Una storia che sembra cozzare con le distanze che dividono gli artisti in scena e le loro case distrutte, le loro famiglie terrorizzate e la loro patria lontana. Eppure una storia di amore e di fantasia non è una distrazione, ma un inno di speranza, un mondo diverso da quello in cui ci sembra di vivere in queste settimane surreali. «La bellezza salverà il mondo». Lo scriveva un autore russo. Non uno qualsiasi. Lo scrisse Fëdor Dostoevskij, che, 141 anni dopo la morte, è stato oggetto di polemica qualche settimana fa per la decisione (poi ritirata) dell’Università Bicocca di annullare un corso a lui dedicato. La bellezza forse non salverà i popoli straziati dalla guerra, ma ci ricorderà sempre che un’alternativa esiste e che l’unica strada giusta è quella della pace. 

FOTO: FOTOLIVE/PAOLO CISI

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