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CORONAVIRUS. LE STORIE

«Senza la mia Rosa non sarà più festa»

Giorgio Franzini, 77 anni, di Levata, e quell’abbraccio per l’eternità. «Penso sempre a lei, scomparsa poco dopo il mio ritorno a casa»

Cinzia Franciò

Email:

cfrancio@laprovinciacr.it

24 Dicembre 2020 - 14:43

«Senza la mia Rosa non sarà più festa»

LEVATA (24 dicembre 2020) - La loro foto era diventata un inno alla vita: Giorgio Franzini, 77 anni, di Levata di Grontardo, dopo un mese di ospedale, a metà aprile abbracciava sua moglie Rosa, in una stanza di ospedale. Quell’immagine colpì chi lo conosceva e tutti quelli che, vivendo la stessa difficile esperienza, trovarono nella foto un segno e un messaggio di augurio.
Anche la moglie Rosa era stata ricoverata, per altre patologie. E prima di essere dimessa, a Manuela Denti, coordinatrice di Ginecologia, e Carla Garello, caposala di Chirurgia, venne l’idea di farli incontrare e di regalare loro quell’abbraccio. Un abbraccio per sempre. 

«Mia moglie Rosa qualche settimana dopo il mio ritorno a casa — racconta commosso Giorgio Franzini — non ce l’ha fatta. La malattia, con cui lottava da tempo, non le ha dato scampo. Non c’è bisogno di tante parole per descrivere cosa io possa aver provato. Eravamo sposati da 52 anni. Oggi che si avvicina Natale penso spesso a quei mesi passati in ospedale e a quel momento in cui ci siamo incontrati, ma soprattutto penso a mia moglie e a ciò che ha dovuto sopportare, in ospedale e fuori. Durante l’estate ho perso anche mio nipote, Alessandro, figlio di mio fratello, per un incidente stradale. In questi giorni ho letto, attraverso il giornale La Provincia, delle terribili tragedie che hanno coinvolto purtroppo molti giovani. Vorrei mandare un saluto a tutti i genitori che soffrono in queste ore. Ecco, il mio Natale, quest’anno, è tutto questo».

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