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CORONAVIRUS: LE NUOVE MISURE

Covid: Bassetti, il super Green pass serve solo se rigoroso

Se si mette solo in zona gialla è misura cosmetica senza senso. Oggi la cabina di regia per esaminare le nuove misure anti-Covid

Daniele Duchi

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dduchi@laprovinciacr.it

24 Novembre 2021 - 10:40

Covid: Bassetti, il super Green pass serve solo se rigoroso

ROMA - La cabina di regia per esaminare le nuove misure anti-Covid è stata convocata per oggi alle 13. Sul tavolo ancora diversi nodi aperti a partire dal cosiddetto «super green pass": ancora non ci sarebbe una decisione sui tempi per far scattare le nuove misure e se andranno legate o meno al cambiamento di fascia di colore. Ancora non ci sarebbe una decisione nemmeno sull'estensione dell’obbligo di vaccino per altre categorie oltre ai medici e ai sanitari.

Il Super Green pass «mi auguro che sia molto rigoroso. Io sono stato il primo a chiamarlo super Green pass, in un’intervista a Porta a Porta. Mi auguro che non venga fatta la solita cosa all’italiana. O si introduce tout court, cioè tutti utilizzano il super Green pass da subito per andare al ristorante, al cinema, al teatro, oppure se lo si mette solo in zona gialla diventa una misura cosmetica e senza senso, tanto vale non prenderla. Questa è una misura che serve per non andare in zona gialla». Lo ha detto Matteo Bassetti, primario di Malattie infettive all’ospedale San Martino di Genova, intervenendo a 'L'Italia s'è desta' su Radio Cusano Campus, secondo una sintesi fornita dall’emittente. "In Italia, ma non solo, abbiamo ormai invertito ogni tipo di ordine normale - ha affermato poi Bassetti parlando dei vaccini -. Di vaccini e di benefici dei vaccini parlano insegnanti, giuristi, politici e giornalisti, i medici che ne parlano vengono considerati come il diavolo. Ormai la tv è diventata la pubblicità negativa dei non effetti dei vaccini, bisogna dire grazie all’87% degli italiani che ha avuto l’intelligenza di ascoltare i medici e vaccinarsi. I media hanno fatto un disastro di mal informazione, puntando ai like e all’audience anziché a dare informazioni per il bene pubblico». "La dose booster prende gli anticorpi che si sono andati a nascondere in qualche parte del nostro organismo e li riporta fuori. Se tu non fai il booster in alcune occasioni è come se non avessi fatto le prime due dosi - ha aggiunto Bassetti -. Questo deve essere molto chiaro. Noi sappiamo che dopo 6 mesi inizia, in alcuni più rapidamente in altri meno rapidamente, la caduta di questi anticorpi». Quanto alla scelta dell’Austria di fare la terza dose dopo 4 mesi «non bisogna esagerare, altrimenti finiamo per confondere la gente». «Noi comunque ad oggi abbiamo fatto poco più di 4 milioni di terze dosi e sono poche perché gli anziani e i fragili nel nostro Paese sono 20 milioni - ha anche sottolineato -. Prima di pensare alle terze dosi per i quarantenni dobbiamo accelerare per far fare le terze dosi ad anziani e fragili, anche contattandoli direttamente». (ANSA)

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