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LA GUERRA DI PUTIN: GLI EFFETTI

Rolfi: «Senza revisione della Pac un’azienda su due a rischio»

L’allarme e le proposte dell’assessore regionale all'Agricoltura, alimentazione e sistemi verdi: «Le imprese stanno lavorando in perdita»

La Provincia Redazione

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02 Aprile 2022 - 05:25

Rolfi: «Senza revisione della Pac un’azienda su due a rischio»

L'assessore regionale Fabio Rolfi

CREMONA - I dati del Crea relativi agli effetti della guerra in Ucraina sono chiari e lasciano poco spazio alle interpretazioni: in Lombardia, una azienda agricola su due quest’anno lavora in perdita. E così, le decisioni d’urgenza prese dal governo e dall’Unione Europea sono solo un primo piccolo passo. «Se vogliamo salvare le nostre imprese dobbiamo rivedere la struttura della Pac — è il messaggio forte e chiaro dell’assessore regionale all’Agricoltura Fabio Rolfi —. Si registrano aumenti dei costi che vanno dal +170% dei concimi al +90% dei mangimi, fino al +129% per il gasolio con incrementi dei costi correnti di oltre 38.800 euro in Lombardia contro i 15.700 euro rilevati in media a livello nazionale, secondo lo studio del Crea».

Gli aumenti non impattano in modo uguale su tutti i territori e su tutte le filiere.

«A soffrire di più è la zootecnia e di conseguenza le aree zootecniche per eccellenza come Lombardia ed Emilia. L’Europa, su spinta dei Paesi del Nord e delle ideologie ambientaliste, pare sorda sulla proposta di rinvio della Pac chiesta a gran voce dalle Regioni italiane e dal mondo agricolo. A questo punto chiediamo una revisione utilizzando il piano programmatico già esistente. La proposta è già stata fatta dalla Lombardia in sede di conferenza Stato Regioni per andare incontro alle aziende che soffrono di più».

Tre proposte principali.

La prima: «Attivare immediatamente la misura di crisi, ossia la 21, che già in epoca Covid ha consentito di dare contributi a fondo perduto alle filiere più in difficoltà, alzando stavolta i massimali per dare risorse più sostanziose anche attingendo dai residui del PSR, visto che le aziende in questo momento non sono in grado di investire e le risorse rischiano di essere inutilizzate» la declina Rolfi.
In secondo luogo, «attivare subito nel piano strategico la cosiddetta OCM zootecnia, ossia il piano di settore specifico, per concentrare le risorse previste dalla Pac sulla zootecnia. È una possibilità prevista dal piano strategico proposto dall’Italia all’Europa a dicembre e dobbiamo attivarla. Sarebbero altre risorse per un comparto in sofferenza».
Ultima questione, di competenza del governo, riguarda la deroga all’utilizzo degli effluenti zootecnici: «Andiamo oltre l’ideologia. Facciamo vincere scienza e conoscenza: la deroga alle 250 unità d'azoto per ettaro oggi è fondamentale. Le aziende che hanno adottato sistemi all’avanguardia nella gestione dei reflui sono tante. Imprigionarle dentro norme superate per esporle al caro fertilizzanti è un errore macroscopico. Ho scritto al ministro Cingolani nella speranza che faccia davvero il ministro della transizione ecologica e faccia prevalere buonsenso e pragmatismo».

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