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La «sciura» milanese è un fenomeno: a Spazio Comune l'autrice Michela Proietti

Venerdì 6 alle 17,30 incontro aperto al pubblico con la giornalista del Corriere della Sera e del settimanale Sette

Francesca Morandi

Email:

fmorandi@laprovinciacr.it

05 Maggio 2022 - 18:05

La «sciura» milanese è un fenomeno: a Spazio Comune l'autrice Michela Proietti

Michela Proietti

CREMONA - È uno dei simboli di Milano: la «sciura». La «sciura» milanese ha il cane «giusto» (un bassotto con ‘amici’ selezionatissimi), fa le vacanze «giuste», a Santa o a Forte, sceglie la scuola «giusta» per il figlio, ovviamente in lingua straniera, evita gli abbinamenti cromatici e ai piedi calza le friulane.

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La giornalista-scrittrice Michela Proietti firma di costume del «Corriere della Sera» e del settimanale «Sette»

La «sciura» milanese è un fenomeno. Lo ha analizzato, con intelligenza e ironia, Michela Proietti, firma di costume del Corriere della Sera e del settimanale «Sette», dando alle stampe «La milanese. Capricci, stile, genio e nevrosi della donna che tutto il mondo ci invidia» (Solferino), saggio di esordio divenuto un bestseller (7 ristampe), quindi «La milanese, il viaggio continua» e «L’agenda della milanese» (Solferino). 

Io sono una perugina approdata a Milano e avevo visto col suo stesso stupore questo mondo che sembrava incredibile, che tutti vivevano come se niente fosse, ma che in realtà è un mondo speciale che andava raccontato

Domani a Cremona, alle 17.30, Michela Proietti racconterà «la milanese». L’appuntamento, da non perdere, è alle 17.30 a Spazio Comune.

In un’intervista, la brillante giornalista ha spiegato: «La mia idea iniziale era quella di scrivere una guida simile a La Parisienne di Ines de la Fressange. Poi in corso d’opera, sfogliando vecchie letture mi è capitato tra le mani il libro Inglesi di Beppe Severgnini. A quel punto ho capito che il risultato a cui volevo arrivare non era una guida come La Parisienne, ma a qualcosa simile a quello che aveva fatto Severgnini, che era approdato a Londra da Cremasco. Io sono una perugina approdata a Milano e avevo visto col suo stesso stupore questo mondo che sembrava incredibile, che tutti vivevano come se niente fosse, ma che in realtà è un mondo speciale che andava raccontato».

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