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#DIRITTODICRITICA: Fabrizio Bosso e l'Orchestra di Padova e del Veneto, le recensioni degli studenti

Appuntamento musicale per la nuova stagione del Ponchielli

La Provincia Redazione

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07 Febbraio 2022 - 14:39

#DIRITTODICRITICA: Fabrizio Bosso e l'Orchestra di Padova e del Veneto, le recensioni degli studenti

CREMONA - Dopo un anno di stop dovuto alla pandemia, torna Diritto di critica, l'iniziativa organizzata dal giornale La Provincia e da Fondazione Teatro Amilcare Ponchielli, che offre agli studenti delle scuole cremonesi la possibilità di esprimere il loro giudizio motivato e argomentato sugli spettacoli in cartellone al Ponchielli. Gli aspiranti critici proseguono con il concerto di Fabrizio Bosso e l'Orchestra di Padova e del Veneto. Il loro punto di vista vi stupirà, la loro passione per la musica classica pure. Leggete e votate la recensione che preferite.

 

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ALTISSIMO EMMA – 2 LICEO CLASSICO MANIN

Mercoledì sera 2 febbraio al teatro Ponchielli di Cremona si è svolto un concerto strepitoso, che ha attirato e affascinato un pubblico molto numeroso. L’esibizione ha visto come protagonisti l’orchestra di Padova e del Veneto, sotto la direzione dell’arrangiatore e direttore Paolo Silvestri, e il celebre Fabrizio Bosso, uno dei trombettisti jazz più famosi al mondo, diplomatosi a soli 15 anni al Conservatorio di Torino. Con la sua tecnica eccezionale e con la sua espressività ha toccato l’anima del pubblico e lo ha guidato attraverso repertori meravigliosi. Il concerto, che ha voluto integrare musica classica e musica jazz, si è aperto sulle note di “Le tombeau de Couperin” di Maurice Ravel, innovatore del linguaggio musicale nel primo Novecento, influenzato dalla musica jazz. È poi seguito un brano per tromba solista e orchestra in prima esecuzione assoluta, composto appositamente per Fabrizio Bosso da Paolo Silvestri, dal titolo “A New Tale, Concerto per Fabrizio Bosso”: musica vivace alternata a momenti più melodici e sentimentali, che ha integrato il genere jazz con la musica classica. Dopo questo un classico del jazz, Duke Ellington “In a Sentimental Mood”. Procedendo con la serata, è arrivato il turno delle celebri musiche di Ennio Morricone tratte dai film “Metti una sera a cena” e “Nuovo cinema Paradiso”, che hanno indotto il pubblico a chiedere un meritatissimo bis. L’orchestra, bravissima tecnicamente e con un gruppo di archi in perfetta sincronia fra di loro, ha accompagnato in modo impeccabile il solista. Fabrizio Bosso, con la sua brillante bravura e con il suo carattere scherzoso, ci ha regalato un momento memorabile che ha coinvolto tutti i presenti in un’atmosfera trascinante. Sicuramente un musicista che vale la pena andare a vedere dal vivo più volte.

GIAZZI FILIPPO- 4 LICEO CLASSICO VIDA

Quando per comunicare emozioni le parole non sono necessarie, quando solo un insieme di note ben amalgamate riesce a trasportare e a rapire un’intera sala di un teatro, si è di fronte a un vero e proprio capolavoro; questo è quello che si è creato mercoledì 2 febbraio dalle ore 20, quando Fabrizio Bosso, accompagnato dall’Orchestra di Padova e Del Veneto e dalla sua fidata tromba, ha illuminato e conquistato il Teatro Amilcare Ponchielli. Un viaggio alla scoperta delle meraviglie che la musica classica e il jazz possono regalare unendosi in un sodalizio armonioso e emozionante. A traghettarci in questo percorso, abbiamo la fortuna di trovare l’Orchestra di Padova e Del Veneto: un collettivo di musicisti professionisti riconosciuto come una delle principali orchestre a livello italiano, coordinato dal poliedrico Paolo Silvestri. Il nostro viaggio prende il via nei primi del Novecento con la quiete che caratterizza la famosissima “Le Tombeau de Couperin” di Marcel Ravel, uno dei primi in grado di coniugare la poetica classica con la sperimentalità jazz. Una partenza che ci prepara il palato, anzi i padiglioni auricolari. Quando Bosso sale sul palcoscenico impugnando la sua inseparabile tromba, l’atmosfera del Ponchielli si scioglie completamente; il pubblico è pronto ad assistere a un evento magico. Viene interpretata “A New Tale”, una composizione mai suonata prima, realizzata dal maestro Paolo Silvestri per il trombettista in segno del loro grande rapporto non solo lavorativo ma anche di amicizia. Il musicista torinese mette in mostra tutto il suo virtuosismo: mentre la vena sul suo collo si gonfia per lo sforzo, dallo strumento esce pura poesia, ogni nota suonata arriva diritta al cuore. I tratti più jazz e noir risaltano nel tributo della ballade del direttore d’orchestra americano Duke Ellington nella sua “In a Sentimental Mood”. Per concludere il nostro itinerario artistico, Fabrizio Bosso e l’Orchestra di Padova e del Veneto ripropongono due delle colonne sonore più apprezzate di Ennio Morricone: “Metti una sera a cena” e “Nuovo Cinema Paradiso”. Entrambe ricche di pathos, soprattutto quest’ultima che ha dato definitivamente il colpo di grazia, arrivando nell’anima dei presenti, me compreso, con tutta la sua semplicità e portando un tornado implacabile di emozioni. Un’esperienza diversa, un’esperienza che mi ha arricchito, un’esperienza da provare. Sedetevi comodi, mettete il telefono in modalità offline, chiudete gli occhi e assaporate l’arte della musica.

RUSSO LUDOVICO EMANUELE – 3 LICEO MUSICALE STRADIVARI

Mercoledì 2 Febbraio, la tromba di Fabrizio Bosso, accompagnata dall’Orchestra di Padova e del Veneto diretta dal Maestro Paolo Silvestri, ha incantato il pubblico del Teatro Ponchielli. Ha giocato sull’attesa questo programma di sala che ha visto come prima esecuzione, solo per orchestra, “Le tombeau de Couperin” di Maurice Ravel. Melodie, quasi frammenti, accennati come sospiri. È un incontro tra armonie tensive, di gusto moderno, e velature modali che riconducono a modelli musicali lontani nel tempo. Una melanconia pervade l’intera opera e pare faccia scivolare via l’orchestra in una liquida trasparenza, quasi un dissolversi del suono in attesa di qualcosa che deve ancora venire. E ad arrivare sul palco è proprio Fabrizio Bosso, poliedrico trombettista jazz e abile tessitore di suoni. Nella composizione “A New Tale”, scritta dal direttore Paolo Silvestri proprio per Fabrizio Bosso, il linguaggio jazz si muove tra set cinematografico e palcoscenico teatrale e Bosso lo interpreta con acrobazie virtuosistiche che, in alcuni passaggi, sorprendono l’ascoltatore trasformando la tromba in uno strumento nuovo e diverso, quasi fosse il risultato della fusione di più strumenti. Frullati e glissati, echi e vibrati, note sfumate e note sordinate, sono gli ingredienti di un’esecuzione mozzafiato. Senza bacchetta, con un gesto chiaro e pratico, Silvestri conduce la compagine orchestrale e amalgama la stessa alla carismatica personalità di Bosso, portando il pubblico a camminare, come funambolo, sul filo conduttore della serata: il Jazz dall’arrivo in Europa nei primi del Novecento fino ai giorni nostri, transitando per “In a Sentimental Mood” di Duke Ellington e approdando al maggior compositore italiano del ventunesimo secolo, Ennio Morricone, con una rivisitazione dei temi dalle colonne onore dei film “Metti una sera a cena” e “Nuovo Cinema Paradiso”. Applausi intensi e prolungati, da un teatro non gremito, anche per i due musicisti che usualmente seguono Bosso nei suoi concerti in quartetto, il contrabbassista Jacopo Sferrazza ed il batterista Nicola Angelucci.

SPINONI GIULIA – 2 LICEO CLASSICO MANIN

2 febbraio 2022, il Teatro Ponchielli di Cremona accoglie uno spettacolo registrando il pieno degli spettatori in sala, protagonisti l’Orchestra di Padova e del Veneto, diretta dal maestro Paolo Silvestri, e il trombettista torinese Fabrizio Bosso. Il concerto si apre con l’esecuzione della versione orchestrale de “Le tombeau de Couperin” del compositore francese Maurice Ravel, un brano che unisce il jazz alla musica classica, un’opera ricca di sfumature, da quelle più inquiete del Menuet a quelle più vivaci della Forlane, e che fornisce al pubblico un invitante assaggio dello spettacolo a cui assisterà. L’entrata in scena di Fabrizio Bosso riempie il teatro di un lungo applauso; i musicisti si sistemano, il trombettista prende posto, fa un cenno al direttore e si assiste così alla prima esecuzione assoluta di un brano scritto dal maestro Silvestri per Fabrizio Bosso, “A New Tale”. Una “nuova storia”, quella che narra dell’incontro fra la penna esperta del compositore e le capacità musicali di Bosso. La tecnica è impeccabile, l’espressività dei musicisti rapisce completamente, riuscendo a colmare lo spazio tra il palco e lo spettatore, che si trova proiettato in una realtà parallela fatta di note, pause, respiri, sguardi. Questa è l’atmosfera che si percepisce durante tutta la durata del concerto che vede poi eseguiti i brani “In a Sentimental Mood” di Duke Ellington, emozionante e coinvolgente, e il famoso “Metti una sera a cena” di Ennio Morricone. La serata si conclude sulle note dell’inconfondibile tema di “Nuovo Cinema Paradiso”, letto in una nuova chiave jazz che però conserva comunque la sua originale bellezza. Gli spartiti sono firmati dallo stesso maestro Paolo Silvestri, che riesce a sposare melodie conosciute alla personalità musicale di Fabrizio Bosso, creando una fusione originale tra due generi apparentemente diversi ma che, in realtà, sono più vicini di quanto si possa immaginare. A fine concerto Bosso prende il microfono, ringrazia e ringrazia ancora l’orchestra, il maestro Silvestri, gli spettatori in sala, lasciando trapelare l’emozione di essere ritornato sul palco e di trovarsi di fronte a un teatro pieno. E questa emozione, al pubblico, è arrivata più forte e intensa che mai.

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