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L’isola che non c’è: Ztl animata tutto l’anno

Gigi Romani

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lromani@laprovinciadicremona.it

29 Agosto 2017 - 04:00

L’isola che non c’è: Ztl animata tutto l’anno

Negozi chiusi in via Guarneri del Gesù

Liti e polemiche tra commercianti e Comune di Cremona sono così frequenti da passare quasi inosservate. Il tema è sempre lo stesso: il centro storico muore e negozianti e assessore di turno si palleggiano le responsabilità. Ormai è un tormentone, come le zanzare d’estate. La novità di quest’anno, che in fondo non lo è in assoluto, è che anche le grandi catene se ne vanno. Marchi prestigiosi abbandonano la piazza. Lasciano spazi vuoti che si aggiungono a quelli sempre più numerosi delle botteghe che chiudono. L’agonia del commercio cremonese è dovuta solo in parte allo scarso dinamismo degli operatori, poco inclini a modificare abitudini cristallizzate nel tempo. Se le responsabilità fossero tutte da una parte, cioè unicamente dei bottegai, gruppi come Benetton e Geox, presenti in modo capillare in tutte le città italiane, non getterebbero la spugna. Invece si arrendono perché il giro d’affari non giustifica la loro permanenza in centro. L’immagine che la città offre è di anno in anno più desolante perché il ricambio è problematico. Le vetrine si svuotano in via definitiva se non subentrano bar, kebab o sale da gioco, salvo qualche eccezione. L’impoverimento del tessuto commerciale, quantitativo e qualitativo, è progressivo e apparentemente irreversibile. Da quasi trent’anni l’Ascom, l’organizzazione del commercio più rappresentativa a Cremona, è ai ferri corti con la giunta del momento e il tema dibattuto è sempre l’isola pedonale con annessi e connessi. Secondo i negozianti il centro storico è poco frequentato perché difficilmente raggiungibile.

Non lo si può attraversare in auto e i parcheggi scarseggiano. In realtà l’apertura dell’autosilo di piazza Marconi, mai esaurito, ha risolto il problema dei posti auto. Quanto alla zona a traffico limitato, ritenuta l’origine di ogni male, è facile obiettare che ormai tutte le città ne sono dotate e che nessuno, tranne a Cremona, crede che la ricetta per curare i guai del commercio al dettaglio sia consentire il transito dei mezzi a motore.
Dal Comune si fa notare anche che il numero dei turisti è in aumento e che la gente frequenta le vie centrali non solo in occasione di eventi e manifestazioni. Se non entra nei negozi e non fa acquisti non è colpa degli amministratori pubblici ma le cause sono altre, dalla concorrenza della grande distribuzione organizzata e degli outlet, alle vendite online. Anche i prezzi alti e i rigidi orari d’apertura tengono lontana la potenziale clientela. In occasione dei ‘Giovedì d’estate’, che anche quest’anno sono stati un successo, si era ventilata la possibilità di estendere agli altri giorni della settimana l’apertura serale ma la proposta è caduta nel vuoto. Si va avanti per inerzia tra una lamentazione e l’altra. E intanto la situazione peggiora. Si pagano anche errori del passato ai quali oggi è impossibile porre rimedio, su tutti la creazione di un centro commerciale, il CremonaPo, a ridosso della città, nell’ex Feltrinelli, una piazza virtuale che aggrega migliaia di persone ogni giorno, tutto l’anno. Guardare al passato serve solo a evitare di sbagliare di nuovo. Bisogna uscire dalla logica del piagnisteo e trovare soluzioni che fermino il declino. E' necessario invertire la tendenza riportando progressivamente a bolla il piano inclinato. Non è facile, ma bisogna provarci, unendo teste e forze perché le contrapposizioni sono un inutile dispendio di energie. I cremonesi frequentano in massa il centro in occasione di feste e manifestazioni varie. Al Comune è doveroso chiedere di stilare un calendario di eventi degni di questo nome che coprano l’intero arco dell’anno. Anche le agevolazioni tariffarie che l’ente pubblico ha la facoltà di concedere a chi avvia l’attività in centro possono servire ad arrestare l’esodo e a favorire il ricambio. L’isola pedonale deve essere attrattiva e animata. Deve essere trasformata nel salotto che trent'anni fa si era immaginato e che non è mai stato realizzato. E’ necessario che al raggiungimento di questo obiettivo concorrano non solo le associazioni del commercio e il Comune ma anche le altre organizzazioni economiche e tutti i soggetti che possono offrire un contributo di idee, guardando alle esperienze positive di città simili alla nostra. Lo svuotamento del centro storico è un problema generale. Se il cuore cessa di battere tutta la città non avrà futuro.

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