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7 marzo 1984

In 30 mila per la sesta edizione dei "Màscher,,

Annalisa Araldi

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aaraldi@publia.it

07 Marzo 2021 - 07:00

In 30 mila per la sesta edizione dei "Màscher,,

Grande, grandissima la sesta edizione dei Màscher tenutasi ieri pomeriggio, Martedì grasso, a conclusione dei festeggiamenti per il Carnevale '84. Non meno di trentamila persone vi hanno presenziato o preso parte. Nulla è venuto a turbare la manifestazione; anzi, sia i partecipanti al corteo mascherato sia la folla che si è assiepata lungo il percorso sono stati tutti di una correttezza di comportamento esemplare. Anche i tradizionali «scherzi» si sono mantenuti nei limiti, senza eccedere: randellate di carta, coriandoli, stelle filanti, borotalco. Tutto quanto è tipico del carnevale è stato adoperato senza parsimonia, in una atmosfera gioiosa.

Ed era bello vedere vecchi e bambini accomunati dallo stesso spirito (i primi sono ritornati per un po' ad assomigliarsi ai secondi...), pronti a sorridere, a dimenticare per qualche ora la realtà quotidiana. Ecco, proprio sotto questo aspetto sta la riuscita dei Màscher: quello del coinvolgimento, della partecipazione di tutti, anche soltanto stando sui marciapiedi, senza far parte del corteo.

Tanti cremonesi così, anche provenienti dalla provincia, davvero non li avevamo mai visti, in nessuna occasione. E tutti si sono lasciati contagiare dall'atmosfera di gaiezza. In pratica la città nel centro si è fermata: gli uffici hanno concesso ai dipendenti di stare a guardare il corteo, i negozi hanno abbassato le serrande, tutti si sono riversati sulle strade dove passavano i Màscher. Già fin dal mattino la città si è preparata alla grande festa; nelle scuole presidi ed insegnanti sono stati tolleranti al massimo (un po' meno i bidelli, che pensavano alle pulizie successive...) con gli studenti già in agitazione per il Martedì grasso. E sono stati proprio gli studenti i maggiori animatori della manifestazione pomeridiana, provenienti dai paesi della  provincia.

Tutto è iniziato ufficialmente verso le 13,30 quando i carri mascherati hanno cominciato ad affluire in largo Paolo Sarpi, punto di ritrovo. Le forze dell'ordine, vigili urbani, carabinieri, polizia, hanno dato tutte il loro contributo per la buona riuscita della festa. Ed abbiamo visto qualche maresciallo, solitamente burbero, letteralmente ricoperto di coriandoli, ma sorridente.

Il corteo, lungo più di un chilometro, ha iniziato a snodarsi verso le 15.

La grossa novità dei Màscher '84 è stata rappresentata dalla presenza degli sbandieratori di Querceta, in provincia di Lucca, che dopo essersi esibiti al mattino, hanno aperto il corteo con le loro esibizioni, seguiti dalle graziose majorettes di Trigolo e dal corpo bandistico Anelli, pure di Trigolo. Poi la sfilata dei 35 carri, con la parte del leone all'oratorio di Spinadesco, rappresentato da ben 13 carri.

Apriva il corteo la «Nave dei folli inquinatori» della scuola a tempo pieno e della biblioteca di Gerre Caprioli; poi «Questi fantasmi in Comune», la «Danza delle ore» di Stagno Lombardo, «La gondola» dell'asilo Lecchini del Cambonino, i «Pescatori di pidocchi» e la «Fornace Frazzi» dell'asilo Martiri della Libertà del Quartiere 7. Poi la sequela dei carri di Spinadesco: l'Olanda in fiore (con un bellissimo mulino a vento), la Danza delle ore (con il corpo di ballo del Porticolungo), Paperino pompiere, il gruppo a piedi del Turòn, Tùràas e Tetàss, il deposito di Paperon de Paperoni, la Piovra, sanguisuga degli italiani, il barbiere di Siviglia (con tanto di schiuma in un pitale), l'eroe dei due Mondi, la Tropicana che mangia la banana, Biancaneve, Come nasce la lana, Chichichi cococo, Il piffero magico.

Seguiva il solitario ciclista di Crotta d'Adda (che dagli Appennini alle Ande si è perso… le mutande), la filarmonica A. Guarneri di Pieve d'Olmi, sette carri di Crotta d’Adda (il Festival dei fiori, I folletti della notte, Disneyland, Cleopatra (complimenti alla fanciulla) seguita dal Gran Sacerdote in barca sul Nilo, Viva, la pace, coi missili SS 20 ed i Cruise, Braccio di ferro, il Gran Turco.

Poi ancora Dalle spiagge del Libano (con sottotitolo Te la dò io la bomba) del quartiere 3, i Puffi, il Libro delle fiabe ed il Libro della giungla dello oratorio di S. Bernardo, il carro delle pizzerie Marechiaro e Nuova Piedigrotta (con «Banana» a fare da mastro cuciniere), quello di Laura creazioni, ancora Tempo di fantasmi in Comune dell'oratorio di Cristo Re, fino al bellissimo Curva Nord realizzato dallo oratorio di Persico, con tutti i boys in grigiorosso ad intonare «Cremonese in A». In chiusura Carnevale '84 dello oratorio del Boschetto, quartiere 2 e Golosandia, oltre a innumerevoli gruppi e singoli.

La sfilata si è conclusa in piazza del Comune dove era allestito un palco (al microfono l'animatore Michelangelo, che ha consegnato riconoscimenti a tutti i carri ed ai gruppi) e dove si sono esibiti ancora gli sbandieratori, le majorettes e le bande musicali.

Una grande festa, corroborata dal record di affluenza di pubblico, e che certamente sarà difficile dimenticare. Pensiamo che meglio di cosi sarà difficile fare in futuro. Ma ci auguriamo di essere smentiti dagli organizzatori, ai quali va il plauso di tutti i cremonesi.

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