Cerca

Eventi

Tutti gli appuntamenti

Eventi

18 marzo 1989

Pavia: è crollata la torre

3 morti e oltre 10 feriti

Annalisa Araldi

Email:

aaraldi@publia.it

18 Marzo 2021 - 07:00

Pavia: è crollata la torre

PAVIA — Città delle 100 torri, Pavia da questa mattina ne ha una in meno. La più grande, la Torre civica, è crollata improvvisamente con un assordante boato invadendo di macerie piazza Duomo e bloccando il centro cittadino. Erano le 9 quando una voce concitata ha avvertito il 113 che «era crollato il Duomo». In effetti nella piazza della Cattedrale c'era una impenetrabile nube giallastra e nella polvere non si vedeva nulla. Il Duomo non era crollato, ma la Torre civica che gli stava accanto e svettava verso il cielo con i suoi 78 metri di altezza, si era improvvisamente seduta su se stessa travolgendo, sotto le macerie, un'edicola, alcuni negozi e diverse automobili parcheggiate accanto al monumento del Regisole. Ai primi soccorritori si è presentato uno scenario impressionante. Una montagna di macerie in vetta alla quale era rimasto lo stemma della città ferita: una croce bianca in campo rosso. Ed ecco la cronistoria dell'evento.

Ore 8 e 55. In piazza del Duomo c'è poca gente. I negozi stanno per aprire, qualcuno esce dalla cattedrale dopo la funzione del mattino. Ad accorgersi degli scricchiolii alla base della Torre civica sono solo tre persone. «Sarà meglio chiamare i pompieri», dicono subito. La più vicina al telefono è Pina Comaschi, l'edicolante.

Esce dal chiosco ma forse non riesce nemmeno ad arrivare alla cornetta. Lo scricchiolio diventa un rumore sordo, poi in un attimo la Torre crolla, sedendosi su se stessa. I pesanti blocchi di mattoni si proiettano in avanti, schiacciando l'edicola ed alcune auto in sosta, e sui due lati, verso il Duomo e un fabbricato di via Omodeo dove si trovano case private, lo studio di un commercialista ed alcuni negozi.

Il boato si sente in una vasta zona della città. In piazza è il panico: la polvere rossastra dei mattoni nasconde tutto per un paio di minuti. Qualcuno inizia a gridare. La pioggia dirada la polvere e mostra uno scenario spaventoso: della Torre civica rimane un cumulo di macerie alto una decina di metri.

Ore 9.00. Scatta l'allarme. A polizia, carabinieri e vigili del fuoco arrivano segnalazioni confuse: un crollo, un pezzo di torre caduto, un cornicione, una casa, uno scoppio. Le prime squadre arrivate sul posto si rendono immediatamente conto dell'estrema gravità di quanto appena accaduto.

Ore 9.10. Sono i momenti più convulsi. Sulla piazza è il caos. Gli abitanti, atterriti, sono scesi in strada pensando ad una scossa di terremoto. Vengono spenti gli incendi: sono i primi sommari interventi, intorno confusione e disperazione. I soccorsi vengono subito indirizzati verso i negozi.

Ore 9.30. Le forze dell'ordine allertano le stazioni più vicine, i vigili del fuoco chiedono rinforzi a Milano e a Cremona, arrivano ambulanze e mezzi da tutta la provincia, si mobilitano i militari della caserma «Rossani», viene chiamata anche l'unità cinofila da Bergamo. Pavia è bloccata: una vasta zona viene transennata e protetta da un cordone di carabinieri, poliziotti e militari. In centro è il caos.

Ore 10: si fanno i primi bilanci. Tra gli abitanti della zona mancano all'appello il barbiere ed il padre del gestore dell'albergo Regisole. Si cerca di arrivare al negozio, arrivando dal retro. Una flebile voce dell'interno: «Siamo in tre, uno è morto». Gli altri due negozi erano stati evacuati appena in tempo.

Ore 11.10. Viene portata in salvo una delle tre persone rimaste bloccate all'interno del negozio del barbiere. I soccorritori la raggiungono attraverso una breccia aperta sulla parete che divide due dei negozi sepolti. Il barbiere rimane ancora bloccato, si ha la conferma che la terza persona è morta.

Ore 13.45. Anche il barbiere, Salvatore La Spada, è estratto dalle macerie. Non si è resa necessaria l'amputazione della gamba, che secondo alcune voci sembrava inevitabile per liberare il barbiere dalla trave che lo stava imprigionando.

Ore 17.15. I lavori sul fronte di via Omodeo vengono praticamente fermati. Le probabilità che sotto le macerie ci siano dei passanti è sempre maggiore: mancano all'appello due ragazze di un paese vicino, non si sono nemmeno presentate al posto di lavoro.

Ore 20. Si riprende a scavare su via Omodeo. Piazza della Vittoria viene transennata durante lo svolgimento di questa operazione.

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su La Provincia

Caratteri rimanenti: 400

Prossimi Eventi

Mediagallery

Prossimi EventiScopri tutti gli eventi