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VERSO LE ELEZIONI: IL VIDEO

Intervista al dottor Maurizio Borghetti: «Allegria, solidarietà e cura delle periferie»

Il candidato sindaco cremasco di centrodestra: «L’obiettivo è rendere la città più attrattiva, più curata, più viva»

Paolo Gualandris

Email:

pgualandris@laprovinciacr.it

09 Giugno 2022 - 15:53

CREMA - Delle sue origini romagnole vorrebbe portar in dote a Crema «un po’ quell’allegria e cordialità che ci caratterizza: a noi piace goderci la vita e vorrei che fosse possibile per tutti». Sorride, Maurizio Borghetti, candidato sindaco del centrodestra, subito precisando però, per non correre il rischio di venire equivocato: «Sono arrivato da Cesena 36 anni fa e l’atteggiamento dei cremaschi nei confronti della vita mi piace molto». È il radiologo con maggiore anzianità all’ospedale Maggiore e dopo dieci anni di distacco dalla politica, ha deciso di rimettersi in gioco.

 

 

Le contestano la volontà di mantenere il lavoro in ospedale in caso di elezione.

«Non vedo che cosa ci sia di male, lo avevano già fatto prima di me, a Crema, Claudio Ceravolo e, a Cremona, Paolo Bodini. Se poi risultasse impossibile, posso rassicurare i cremaschi: non poterei certo la città a elezioni anticipate per questo....».

Non è iscritto ad alcun partito e dopo l’esperienza di assessore nella giunta Bruttomesso è scomparso dai radar della politica. Dieci anni fuori dai giochi e ora la scelta di tornare.

«Nel periodo Covid ho riscoperto il piacere e la soddisfazione di avere un rapporto con la città che andasse oltre il mio lavoro, un piacere che mi ha fatto ritornare la voglia di politica. Quando mi hanno chiesto di correre come candidato sindaco ho accettato senza pensarci più di tanto. Con un’unica condizione: che la coalizione fosse unita e di poter avere l a mia lista civica».

 

 

Qual è stato, a suo giudizio, il limite maggiore dell’amministrazione uscente?

«Pur dandole giustificazioni legate all’emergenza Covid, è quello di non aver fatto per la città tutto il possibile: pur avendo aumentato le tasse al limite massimo registriamo avanzi di amministrazione e ciò significa mancanza di programmazione, di idee concrete per migliorare la città. L’amministrazione non ha saputo ascoltare le richieste provenienti dalla città».

A proposito di programmazione, quali sono i capisaldi del suo programma?

«Parlando con i cittadini ho verificato che occorre e riportare a un livello più alto di decoro e manutenzione tutta la città. Parlo non solo del centro storico, ma soprattutto dei quartieri in modo tale che le persone siano contente di viverci. Ho visto marciapiedi sbrindellati, strade rattoppate, verde che manca o che non viene curato, spazi pubblici in cui si vede l’erba a livello giungla. E poi occorre venire incontro alle esigenze di chi abita soprattutto nei quartieri più lontani potenziando il servizio di trasporto pubblico, che deve essere pensato soprattutto per gli anziani. Il Miobus, poi, per come è organizzato non lascia nessuno soddisfatto».

 

 

Lei parla spesso di Crema città attrattiva.

«Questo è la mia seconda grande priorità. Chi viene da fuori ci tornerà molto più volentieri se la trova ordinata e con servizi adeguati. Anzitutto tutto con la prima accoglienza, cioè i parcheggi: vanno trovati due poli: uno potrebbe essere la buca, l’altro va individuato. Crema poi deve diventare cuore pulsante di iniziative cercando nel contempo di recuperare aree dismesse, come per esempio la Pierina, centomila metri quadrati inutilizzati. Ebbene, lì si potrebbe costruire un palazzetto polifunzionale in grado di ospitare eventi sportivi, di spettacolo e musicali tutto l’anno. Infine lo sport: fare attività è molto importante sia per quanto riguarda la parte della salute che sotto il profilo educativo perché il fatto di occupare i giovani significa anche allontanarli dalle devianze. Vanno realizzati almeno due campi da calcio visto che sono anni che se ne lamenta la mancanza».

Lei delinea una città per i giovani, ma l’età media sale.

«Il terzo grande capitolo del mio programma riguarda il welfare. Certo, dobbiamo mantenere tutti gli aiuti possibili a chi è in difficoltà, ma che siano anche di tipo attivo quando è possibile. Non semplici elargizioni, ma anche la costruzione di prospettive future per chi li riceve. Così facendo si lavora per ridurre la necessità di interventi del Comune. Faccio un esempio. ho parlato con la Caritas, dove si registra l’emergenza dei senza fissa dimora, gente ai margini della società. Se gli dai solo un tetto rimarranno sempre così, invece se si fa un programma di reinserimento queste persone potranno tornare alla normalità. Va poi posta la massima attenzione alle nostre Rsa. Per gli anziani solo parzialmente non autosufficienti o che comunque potrebbero avere una loro vita autonoma, vanno create delle strutture specifiche dando così un sollievo anche alle famiglie in termini di assistenza. Capitolo a parte è l’aumento delle malattie neurodegenerative come l’Alzheimer e il Parkinson. Crema può diventare un centro regionale di assistenza e cura, ma anche di ricerca. Progetto ambizioso, ma non impossibile, si tratta di aprire il dialogo con la Regione per reperire eventuali bandi. Sotto il profilo della ricerca, ho già registrato grande interesse di enti universitari lombardi. L’area c’è: l’ex Misericordia, attualmente inutilizzata, che dovrà comunque essere ristrutturata».

 

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