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WENDY'S PARADE BAND

Da Vailate un «Mal di testa» che piace alla Universal

Un trio punk di ragazzi poco più che ventenni con il loro singolo d'esordio conquistano il cuore della major

Riccardo Rossi

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rrossi@laprovinciacr.it

03 Maggio 2022 - 05:05

VAILATE - Alla conquista dell’universo musicale. Anzi, sarebbe meglio dire dell’Universal. Fanno poco più di sessant’anni in tre, hanno grinta da vendere e hanno già conquistato il cuore dei produttori della grande major: i Wendy’s Parade sono un terzetto di Vailate che suona un punk di stampo molto moderno, composto da Simone Baffi alla voce, Lorenzo Montani alla chitarra e Pietro Cicorella (lui di Spino D'Adda) in veste di tastierista e produttore. Poco più di una settimana fa hanno lanciato il loro primo singolo «Mal di testa», che pochi giorni fa ha visto l’inizio della sua campagna di distribuzione da parte di nientemeno che la Universal Music Italia. Un grande traguardo raggiunto rapidamente, visto che la band ha avuto origine poco più di due anni fa.

Il frontman Simone, classe 2000, racconta: «Il progetto Wendy’s Parade è partito durante la quarantena più buia, quando non si poteva proprio uscire né fare niente». O almeno, in quel periodo di asfissianti restrizioni della prima metà del 2020 i ragazzi vailatesi hanno iniziato veramente ad impegnarsi a comporre musica, come puntualizza il chitarrista Lorenzo, tra poco 19 enne: «Io e Simone suonavamo già da prima del lockdown e premevo per fare qualche progetto, ma è sempre stato più che altro un divertimento. Poi, con l’arrivo del lockdown, abbiamo iniziato a fare sul serio. In quei mesi ci trovavamo continuamente. L’estate scorsa, poi, è arrivato Cico (il tastierista spinese Piero Cicorella, ndr) che ci ha aiutato ad incollare tutti i vari pezzi che avevamo prodotto».

Da quel momento è cominciata la salita. Il primo step è stato il contatto con la Gotham Dischi, etichetta discografica milanese a cui i ragazzi sono piaciuti immediatamente, tanto da conquistarsi un contratto discografico. «Con l’ingresso di Pietro ci siamo decisi a fare questa cosa seriamente — racconta Lorenzo —. Abbiamo registrato tre pezzi totalmente punk, molto crudo e senza sonorità moderne o pop. Lo abbiamo presentato alla Gotham e loro ci hanno detto che bisognava renderlo un po’ più moderno». Un’impresa sicuramente non facile quando si parla di un genere ben inquadrato come il punk, tant’è che la prima decisione della band è stata di «accostare delle sonorità trap», come spiega il cantante Simone, salvo poi rendersi conto di non ritrovarcisi minimamente.

Partendo da questo punto Simone delinea il percorso che ha portato alla nascita del loro primo singolo: «Eravamo in questo studio della Gotham e abbiamo iniziato, assieme ai produttori, a comporre un pezzo identificabile come una sorta di provino, per vedere se potevamo entrare o no. Ci mancava solo il ritornello che noi non riuscivamo a trovare. Sono arrivate le vacanze di Natale e noi ancora non riuscivamo a trovare nulla. In questo momento di perdizione siamo riusciti solo a tirare fuori un riff che è stato tutto ciò che abbiamo potuto presentare ai produttori una volta tornati in studio. Loro si sono istantaneamente innamorati, e così è nata Mal di testa». Un mal di testa vero, quello che viene quando si è sotto pressione e non si sa che pesci pigliare. Proprio quello che è venuto ai ragazzi mentre cercavano disperatamente di scrivere un ritornello per la loro canzone. Dopo poche settimane dalla stesura del brano ai giovani è arrivata la notizia che la Universal aveva intenzione di distribuirlo. Ora i ragazzi stanno lavorando ad altri brani che approderanno sul mercato accompagnati da un grande nome e, forse, non più da quel forte Mal di testa.

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